26 marzo

Oggi, ma nel 1939, a Roma, al Foro Mussolini, il futuro Foro Italico, nell’ambito del “discorso della vecchia guardia”, tenuto per le celebrazioni del ventennale della fondazione dei Fasci italiani di combattimento, avvenuta a Milano il 23 marzo 1919, il Duce identificava Tunisi, allora protettorato francese, Gibuti, postazione chiave per l’Africa orientale italiana, e il Canale di Suez, snodo decisivo per il traffico nel Mediterraneo, come imminenti “problemi italiani”. Ossia nodi strategici da risolvere per ottenere il dominio nel Mediterraneo e per tentare di spezzare l’egemonia franco-britannica. Si trattava di rivendicazioni territoriali e coloniali verso i cugini d’oltralpe, già avanzate nella nota indirizzata all’attenzione di Parigi il 17 marzo 1938, per avere concessioni d’oltremare.
Ma anche richieste nei confronti dei britannici per ridimensionare il loro strapotere nel Continente nero. E poi di mosse strategiche per aumentare il ruolo del Belpaese nel Mare Nostrum: tipo il transito delle truppe tricolori verso l’Aoi. Tre presupposti di gran rilievo (nella foto, particolare, la notizia riportata sulla prima pagina del quotidiano torinese “La Stampa”, del giorno dopo, 27 marzo di quel 1939) che di fatto si riveleranno snodi cruciali per l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, che avverrà il 10 giugno 1940. Come ultimo, ma fondamentale e pregiudiziale elemento dell’intervento del figlio del fabbro di Predappio vi era la necessità della corsa agli armamenti.
Davanti alla solita adunata oceanica - la cui immagine stereoscopica campeggerà l’indomani in apertura del “Corriere della Sera” - la chiosa, decisa ed inequivocabile, infatti era questa: «La parola d’ordine è questa: più canoni, più navi, più aeroplani. A qualunque costo, con qualunque mezzo, anche se si dovesse fare «tabula rasa» di tutto quello che si chiama la vita civile. Quando si è forti, si è cari agli amici e si è temuti dai nemici». Come verrà riportata, a pagina 160, nel volume della versione definitiva degli “Scritti e discorsi di Benito Mussolini”, pubblicato dall’editore Ulrico Hoepli di Milano in quello stesso 1939.

