Salva Edicole al debutto in Regione. E Firenze fa lo sconto

12 Febbraio 2026

Inizia l’iter legislativo per impedire la chiusura dei chioschi. Intanto in Toscana il canone per il suolo scende del 70%

PESCARA. Nel giorno in cui il Piano Salva Edicole si prepara a varcare la soglia della Terza Commissione, il confronto oltrepassa i confini regionali: qualche ora prima che il progetto di legge regionale venga presentato nel palazzo dell’Emiciclo, un provvedimento adottato in Toscana, dal Comune di Firenze, offre un modello che richiama anche l’attenzione dei Comuni abruzzesi. O almeno così dovrebbe, dal momento che gli edicolanti aspettano proprio questo: risposte e soluzioni concrete rispetto a tasse troppo elevate. E così, giusto per fare un paragone, Firenze decide di prendere in mano la situazione: è notizia di ieri l’abbattimento, nella Città del Giglio, del 70% del canone per l’occupazione del suolo pubblico delle edicole.

Un modello che si affianca a quello, più vicino a noi, di Fossacesia. È qui infatti che il Comune porterà, il prossimo 24 febbraio, una delibera in Consiglio che introduce l’esenzione totale del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico per le rivendite di stampa quotidiana e periodica. Peccato che la misura nasca da una triste consapevolezza: quella per cui sul territorio comunale non siano più presenti edicole su suolo pubblico e che, l’edicola storica del centro cittadino, abbia recentemente chiuso. Un aspetto, però, è stato chiarito: sul tema del suolo pubblico la competenza resta in capo ai Comuni, nel rispetto delle disposizioni e dei limiti stabiliti dallo Stato. E all’interno di questo perimetro, la Regione cerca di muoversi nei margini consentiti. E vediamo quali sono i binari che ha deciso di tracciare.

Il disegno di legge recante “Disposizioni per la valorizzazione e la modernizzazione delle edicole. Modifiche alla legge regionale 23/2018 (Testo unico del Commercio)”, a firma dei consiglieri regionali Marianna Scoccia (Noi Moderati), Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco (Lega), arriva oggi al suo primo passaggio istituzionale. La seduta rappresenta infatti solo l’avvio formale dell’iter: il provvedimento viene illustrato e presentato ai commissari in una fase preliminare. Al termine della presentazione, la Commissione potrà disporre l’apertura di un ciclo di audizioni – con associazioni di categoria, enti locali e strutture regionali competenti – prima di procedere all’esame articolo per articolo. Il piano presentato è dunque da perfezionare, ma l’intento è chiaro ed è scritto nero su bianco: riconoscere le edicole come «presìdi culturali e sociali».

Il progetto fissa poi un principio: l’edicola deve mantenere come attività principale «la vendita dei prodotti di stampa (quotidiani e periodici)». Il testo apre poi alla possibilità di affiancare servizi e attività connesse attraverso «progetti di innovazione e di ammodernamento», con l’obiettivo di rendere economicamente sostenibili punti vendita sempre più fragili. A sostenere questo percorso arriva anche uno strumento dedicato: l’istituzione di «un Fondo regionale per la valorizzazione e la modernizzazione delle edicole», che guarda in modo particolare ai territori più esposti «con particolare attenzione alle aree interne e nei piccoli comuni», dove la chiusura di un’edicola rischia di lasciare un vuoto che va ben oltre il piano commerciale.

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