Salva edicole, il progetto di legge approda in commissione giovedì 12 febbraio

La normativa prevede l’istituzione di un Fondo regionale per la valorizzazione e modernizzazione. Scoccia (Noi Moderati): «Assistiamo a una trasformazione del commercio, massima attenzione»
L’AQUILA. Manca poco, ormai. Tra le pieghe della burocrazia e l’attesa di chi resiste ogni giorno dietro un chiosco, il cosiddetto “Piano Salva Edicole” si avvicina al suo primo banco di prova: il progetto di legge regionale, recante “Disposizioni per la valorizzazione e la modernizzazione delle edicole. Modifiche alla legge regionale 23/2018 (Testo unico del Commercio)” si prepara ad approdare in Terza Commissione il prossimo giovedì, alle 12, nel palazzo dell’Emiciclo. A firmarlo sono la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia (Noi Moderati) e i consiglieri regionali della Lega, Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco.
Per gli edicolanti è un passaggio cruciale, forse l’ultimo tentativo di trovare risposte concrete dopo anni segnati da chiusure, calo delle vendite e costi sempre più difficili da sostenere: Tari, Imu e tassa per l’occupazione del suolo pubblico continuano infatti a pesare su attività che sopravvivono spesso con margini minimi, mentre i giornalai chiedono agevolazioni fiscali e considerazione. «Cerchiamo di prestare la massima attenzione», dichiara la vicepresidente Scoccia, «oramai con le piattaforme digitali si è andato ben oltre e, per questo motivo, tentiamo di dare il nostro contributo. Siamo di fronte a una trasformazione profonda del commercio e dei servizi di prossimità e, questa proposta, intende accompagnare le edicole in un’evoluzione necessaria».
Ma entriamo nel dettaglio, seguendo il ritmo del disegno di legge: prima il riconoscimento delle edicole come «presìdi culturali e sociali», poi l’apertura all’innovazione e, per concludere, l’istituzione di un fondo dedicato. È lungo questa traiettoria che si muove il progetto di legge pensato per provare a tutelare i punti vendita “esclusivi” di stampa quotidiana e periodica, riconosciuti come realtà economiche fragili ma strategiche, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. La norma fissa un principio chiaro: l’edicola deve mantenere come «vendita principale quella dei prodotti di stampa (quotidiani e periodici)».
Accanto a questa identità, però, viene prevista la necessità di affiancare servizi e attività connesse, attraverso «progetti di innovazione e di ammodernamento». A sostegno di questo percorso viene istituito «un Fondo regionale per la valorizzazione e la modernizzazione delle edicole» e dal punto di vista delle risorse, il testo indica una dotazione iniziale «il Fondo è finanziato con risorse pari a 50mila euro per l’anno 2025», con la possibilità di un incremento futuro. L’attenzione del legislatore, inoltre, è rivolta ai contesti territoriali più fragili, poiché gli interventi sono pensati «con particolare attenzione alle aree interne e nei piccoli comuni», dove le edicole spesso rappresentano uno degli ultimi presìdi di informazione e socialità.
L’esame in Commissione rappresenta l’avvio formale dell’iter. Nel corso della seduta il provvedimento verrà illustrato dai proponenti e presentato ai commissari in una fase preliminare, senza entrare ancora nel dettaglio degli articoli. Al termine della discussione iniziale, la Commissione potrà disporre l’avvio di un ciclo di audizioni con i soggetti interessati: associazioni di categoria, enti locali e strutture regionali competenti. Solo dopo questa fase di ascolto il testo potrà essere aggiornato alla luce dei contributi emersi. Seguiranno l’esame articolo per articolo e il voto sugli eventuali emendamenti, fino al passaggio finale in aula per la discussione e l’approvazione definitiva.
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