Sanità, Pettinari sferra il suo attacco a Verì

Il 5 Stelle: «La Regione farà tagli per 78 milioni». L’assessore ribatte: «No, riorganizziamo in meglio»
PESCARA. «78 milioni di euro di tagli sulla sanità per colmare il buco economico. Tagli trasversali che si traducono in diminuzione di ricoveri, farmaci ospedalieri (taglio di 15 milioni), farmaci convenzionati (taglio di 3,7 mln), meno dispositivi medici nei reparti (taglio previsto 15,2 mln), anche quelli per scopi diagnostici come Tac ed ecografi, e meno servizi ospedalieri (taglio 10,4 mln)».
A lanciare l'allarme è il vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari. Nel corso di una conferenza a Pescara, il consigliere pentastellato sottolinea che «per quanto sconcertante è scritto tutto nero su bianco nel Programma operativo per la sanità 2019/2020 che l'assessore Nicoletta Verì ha presentato al tavolo di monitoraggio. Dall'esame dei documenti - continua - si osserva una tendenza all'esternalizzazione di servizi basilari come quelli sulla spesa farmaceutica: si prevede di demandare a una centrale esterna l'espletamento delle gare per l'acquisto dei farmaci e questo denota il fallimento della centrale unica d'acquisto regionale».
E ancora: «Sull'assistenza domiciliare invece di snellire i processi si preferisce inserire nuove figure professionali come il care manager e case manager, conulteriori costi per l'ente. E sul piano della costruzione e la manutenzione dell'edilizia sanitaria, nonostante siano presenti nella sanità regionale figure competenti, si demanda a un nucleo esterno di professionisti in materia edilizia con il coinvolgimento di partner privati nella realizzazione dei progetti. Sul fronte interno», aggiunge Pettinari, «spicca l'istituzione dell’Azienda del territorio: un ulteriore anello nella catena di comando che avrà costi extra e allungherà ancora di più i processi di gestione delle Asl».
«Altro dato è quello relativo ai ricoveri in mobilità passiva, sempre più onerosa per la Regione e per i cittadini che, per trovare risposta ai bisogni di salute, spesso decidono di spostarsi dalla regione in cui risiedono». Inoltre, per il 5 Stelle, gli ospedali minori rimarranno depotenziati e declassati e i macchinari acquistati e lasciati in abbandono. «Grandi sprechi», dice, «come la Pet Tac o l'elisoccorso di Pescara, non vengono interrotti mentre le liste d'attesa continuano ad esser lunghissime ed il personale infermieristico, oss e medico carente».
La replica dell'assessore Verì arriva a stretto giro di posta: «I 78 milioni di cui parla Pettinari sono in realtà l'obiettivo che questo governo regionale punta a raggiungere, ma non attraverso un sistema indiscriminato di tagli: lo centreremo con una profonda riorganizzazione di tutti i processi. Il Piano operativo di cui parla Pettinari», ribatte l'assessore, «è ancora al vaglio del tavolo di monitoraggio, che non si è ancora espresso nel merito. Quello che colpisce è però la veemenza con cui la minoranza attacca uno strumento programmatorio che punta a migliorare il sistema sanitario regionale, che dovrebbe essere un argomento di comune interesse di tutte le forze politiche».
Verì rimarca che sulla spesa farmaceutica l'Abruzzo è fuori di 30 milioni dai tetti stabiliti dal ministero «per questo abbiamo previsto una razionalizzazione, che prevede gare accentrate e puntuali controlli sull'appropriatezza prescrittiva, senza che nulla cambi per gli assistiti. Sul personale - aggiunge - ricordo a Pettinari che questa giunta, dopo anni, ha autorizzato 1.755 nuove assunzioni nelle Asl. E per il personale in servizio abbiamo previsto percorsi di alta formazione che si svolgeranno direttamente in Regione. Infine sul presunto e infondato taglio dei ricoveri», conclude, «ricordo a Pettinari che in Abruzzo il numero di quelli inappropriati è considerevole e fuori da ogni standard nazionale. Per questo abbiamo scommesso su un reale potenziamento della rete territoriale».
«L'aumento dei posti letto della rete territoriale prevede un incremento di 2.183 unità, dagli attuali 4.993 a 7.176. L'aumento più consistente riguarderà le residenze per anziani non autosufficienti, ma crescerà anche il numero dei posti per disabilità, salute mentale e riabilitazione». (l.a.)

