Sapranno «cambiare verso»?

11 Gennaio 2015

Hanno 40 anni come il premier. E anche per loro il 2015 potrebbe essere “l’anno felix”

PESCARA. «La nostra generazione è come quella di Telemaco, il figlio di Ulisse e Penelope narrato da Omero nell'Odissea. Dobbiamo fare come lui. Dobbiamo essere eredi, prendere la tradizione da cui veniamo e darla ai nostri figli». Chi parla pensa in realtà più a se stesso , a Matteo Renzi, che al meno eroico degli eroi omerici. Ma l’immagine funziona. Renzi-Telemaco oggi festeggia i suoi primi 40 anni e dichiara il 2015 «anno felix». E per lui, che sul richiamo generazionale ha fondato una retorica e una politica, i tempi si affrettano. Ma chi sono gli interlocutori di Renzi? A chi si rivolge? Qual è la “sua” generazione qui in Abruzzo? E sarà anche per gli abruzzesi un “anno felix”? Fa parte di questa generazione, e non solo per partito preso, Silvio Paolucci, assessore regionale alla Sanità e al Bilancio. Bocconiano, 37 anni, Paolucci è stato il primo segretario regionale Pd estraneo alla prima repubblica. Una condizione utile quando nel 2008 si è trattato di prendere in mano un partito finito per portarlo nel 2014 alla vittoria in Regione e in molti enti locali innovando dove possibile e come possibile. È generazione Renzi anche la giovane sindaco di Scontrone Ileana Schipani, che dal paesino marsicano presiede il Cirf, il Centro italiano per la riqualificazione fluviale, con l’idea che si possa convivere meglio con i fiumi «restituendo loro spazio e, quando possibile, lasciando la possibilità ai corsi d'acqua di allagare o erodere dove questo possa avvenire senza minacciare vite umane o beni». Certamente è un “cambiare verso” al dibattito sulla tema idrogeologico.

Non è renziana, non è neanche Pd, ma è pur sempre “generazione Renzi” anche se di Forza Italia la quarantenne avvocato e sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, destinata probabilmente a scalare il partito regionale, se Berlusconi riuscirà a tenere unito quello nazionale.

Scruta il futuro guardando ai numeri della crisi il nuovo presidente di Confesercenti Abruzzo Daniele Erasmi, imprenditore quarantenne di Pineto, settore food. Sarà alla guida di 12 mila micro e piccole imprese abruzzesi del commercio, turismo, artigianato e servizi, cercando di far passare il messaggio che «le associazioni di categoria non sono nuclei di conservazione». Un pensiero poco renziano, ma comunque di cambiamento.

Al mondo delle imprese appartiene Valentina Di Camillo vignaiola della Tenuta dei Fauri, orgogliosamente convinta che «la parola Abruzzo» debba essere «un valore aggiunto per il nostro vino. Altrimenti l'avranno vinta i grandi imbottigliatori del Montepulciano, veneti o lombardi».

Viene da Ortona il “Digital Champion” Domenico Di Francescantonio, direttore dei sistemi informatici della Fater, convinto che si possa far parlare all'Abruzzo la lingua della tecnologia. E se parliamo di lingua c’è quella dura (e molto poco renziana) della scrittrice pescarese trentenne Barbara Di Gregorio, un romanzo di successo edito da Rizzoli, “Le giostre sono per gli scemi” e un altro in preparazione. Se poi dalla lingua passiamo al gusto è inevitabile citare il Tre Stelle Michelin Niko Romito, giovane chef di successo e formatore di nuovi talenti nella sua scuola di Casadonna a Castel di Sangro.

È probabilmente un “fuori quota” dal punto di vista anagrafico l’imprenditore teatino Alfonso Toto, amministratore delegato della Toto costruzioni. Ma chi più di lui, figlio di Carlo Toto, può essere il Telemaco della situazione?

Renzi lo ha incontrato l’8 novembre scorso alla caduta dell’ultimo tratto della galleria Val di Sambro sulla A1 tra Firenze e Bologna. L’intesa era evidente, come testimonia la stretta di mano sotto la galleria scavata dalla talpa Martina che Toto ha ordinato nel 2010 in Germania alla Herrenknecht (dove lavorano molti tecnici italiani tutti “generazione Renzi”).

E pazienza se i 65 milioni sborsati da Toto per Martina sono andati tutti sul Pil della cancelliera Merkel.

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