Scandalo Fira, nessuno sconto a Masciarelli

11 Febbraio 2016

Non regge la difesa in appello, l’ex presidente condannato a risarcire un milione alla Regione

L’AQUILA. Nel 2014 era stato condannato per un danno erariale da un milione di euro. Ora anche i giudici della sezione d'appello della Corte dei conti hanno confermato che Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira (Finanziaria regionale), dovrà risarcire la Regione per il danno arrecato all'immagine dell'Ente. Confermata anche l'entità del risarcimento, al quale si aggiungono altri 144 euro di spese di giustizia, visto che i giudici non hanno ritenuto di poter applicare alcuna riduzione.

I fatti si riferiscono alla gestione di 16 milioni di fondi Docup, che sarebbero stati "sviati dal fine loro proprio - tramite la simulazione di investimenti fittizi mai realizzati - e percepiti da una serie di soggetti che intrattenevano rapporti con Masciarelli", si legge nella sentenza.

Nel 2006 l'inchiesta sulla gestione di quei fondi aveva portato a giudizio 27 imputati e 36 società. In particolare, Masciarelli in sede penale era rimasto coinvolto in due procedimenti. Il primo contemplava 157 capi d'accusa, il secondo altri 21, dall'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, alla truffa aggravata e continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni della Regione e della Comunità Europea, a delitti contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione, tra cui l'abuso d'ufficio e la corruzione.

Per numerosi capi di imputazione era stata dichiarata la prescrizione dei reati, per altri due il non luogo a procedere. Per i restanti Masciarelli aveva chiesto e ottenuto il patteggiamento a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Nel frattempo anche la giustizia contabile si era messa moto e la Procura regionale della Corte dei conti. A seguito della sentenza di primo grado della sezione giurisdizionale d'Abruzzo, Masciarelli aveva presentato ricorso.

L'ex presidente della Fira, rappresentato dagli avvocati Milia e Lucio Francario (del foro di Roma), nell'appello ha sostenuto, tra l'altro, "l'erronea ricostruzione dei fatti per l'eccessivo peso dato alla sentenza di patteggiamento, nonché l'errata quantificazione del danno erariale".

Motivazioni non condivise dal collegio contabile di secondo grado (Nicola Leone, presidente, Mauro Orefice, Emma Rosati e Piergiorgio Della Ventura, consiglieri, Fernanda Fraioli , relatrice), che hanno confermato le conclusioni dei colleghi della sezione giurisdizionale abruzzese, anche in riferimento alla valutazione del danno.

I giudici hanno inoltre stabilito che a differenza del danno patrimoniale "che interessa tanto la Regione, quanto la Fira, il danno all'immagine per sua natura può essere risarcito direttamente e per l'intero nei confronti della Regione, della quale Fi.R.A. spa costituisce una semplice promanazione strumentale".

Angela Baglioni

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