Scogliere fai da te, la Regione ci ripensa

Modificata l’ordinanza balneare 2017: barriere provvisorie nel rispetto delle norme sul demanio marittimo. Esulta la Soa
PESCARA. Scogliere fai da te, si cambia. Dopo la segnalazione della Stazione ornitologica abruzzese (Soa), che era arrivata anche a minacciare di impugnare l’atto della giunta regionale che avrebbe permesso di fatto di bypassare la normativa sulla Valutazione d’impatto ambientale (Via), la Regione torna sui suoi passi. Modificando la norma dell’ordinanza balneare 2017 che consentiva, «mediante autorizzazione preventiva da parte dei Comuni», agli stabilimenti balneari di realizzare, nel periodo compreso tra il 23 ottobre e il 4 marzo, «scogliere radenti provvisorie a protezione dei complessi balneari (gli stabilimenti appunto, ndr) dall’azione del mare».
Con determinazione del 16 marzo scorso, infatti, la Regione ha corretto il tiro. Riscrivendo il testo della norma contestata. Nella quale è stata inserita un’ulteriore condizione da rispettare per l’istallazione delle barriere provvisorie. Che potranno essere collocate sempre con l’autorizzazione preventiva del Comune interessato, ma «nel rispetto di tutte le norma afferenti l’uso del demanio marittimo». E solo a titolo «provvisorio, d’urgenza ed a difesa dei beni costituenti l’azienda balneare». La Soa aveva fatto presente che dare ai comuni pieno potere di autorizzare scogliere anti-erosione «risultava in palese contrasto con il Testo Unico dell’Ambiente che prevede la procedura di verifica di assoggettabilità a Via per tutte le opere costiere destinate a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli ed altri lavori di difesa del mare». Verifica di assoggettabilità demandata alla competenza del Comitato regionale ad essa espressamente preposto.
«Il nuovo testo precisa meglio l’ambito di intervento e fa anche esplicito riferimento al rispetto di tutte le altre norme afferenti il demanio costiero», commenta la Stazione ornitologica abruzzese. Per la quale, la recente determina rappresenta «sicuramente un passo in avanti rispetto alla deregulation che la precedente versione dell’ordinanza rischiava di affermare». Anche se, aggiunge, «sarebbe stato meglio scrivere direttamente che bisogna fare le procedure di verifica di assoggettabilità a Via per evitare interpretazioni a macchia di leopardo dei singoli comuni con il rischio di disparità di trattamento». Ma di certo, conclude la Soa, «l’entità dei lavori dovrà essere attentamente valutata in quanto ormai esistono stabilimenti molto grandi dove le scogliere e i cantieri possono risultare comunque invasivi ed avere un effetto potenziale sull'ambiente».
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