Servizi avanzati, tante imprese e micro

26 Novembre 2014

La fotografia dell’Annuario del Cresa: la maggior parte opera nel settore della comunicazione, ma gli occupati sono pochi

L’AQUILA. Il maggior numero di imprese abruzzesi dei servizi opera nel settore dell'informazione e comunicazione. Ma la quota più alta di addetti, ben il 35%, fa riferimento ad altri settori. E' il dato che emerge dall'Annuario delle aziende abruzzesi dei servizi avanzati (2014), presentato all'Aquila dal Cresa.

Secondo i dati raccolti, la concentrazione più alta di aziende si registra nella provincia di Chieti, con il 30%. Seguono Pescara (28%), L'Aquila e Teramo, ferme al 21%.

«Allo scopo di cogliere le mutevoli caratteristiche del sistema economico-sociale, anche alla luce delle nuove strategie europee», spiega Lorenzo Santilli, presidente del Cresa, «è stata rivisitata l'impostazione delle precedenti edizioni dell'annuario. Partendo dalla rilevanza che hanno i servizi alle imprese nella strategia Europea 2020, e dagli sforzi delle economie occidentali, che puntano sull'innovazione e sulla conoscenza, si è voluto fare dell'annuario un valido strumento per fornire un quadro regionale delle aziende che operano nel settore dei servizi ad alta densità di conoscenza, in particolare quelle che producono servizi per le imprese e per la pubblica amministrazione».

Le attività dei servizi avanzati sono state raggruppate in sei comparti: informazione e comunicazione, attività legali, contabilità e consulenza gestionale, architettura, ingegneria e consulenza tecnica, ricerca e sviluppo, marketing e ricerche di mercato, altri servizi di supporto alle imprese.

Sono 3.695 le imprese abruzzesi che operano nei servizi, per un totale di 14mila addetti. L'annuario ne individua 610, che danno occupazione a 8.179 lavoratori. Di queste, la maggior parte opera nella comunicazione e nell'informazione (48%). Una quota a cui non corrisponde, tuttavia, il dato occupazionale, più alto negli altri servizi (35%).

«Il settore dei servizi avanzati», sottolinea Francesco Prosperococco, direttore del Cresa, «è caratterizzato da una prevalenza di piccole imprese: l'81% conta da tre a dieci addetti, con un fatturato che non supera i 500mila euro nel 58% dei casi. Incoraggiante è il dato che riguarda la natura giuridica delle imprese. Prevalgono, infatti, le società di capitali, in particolare quelle a responsabilità limitata (66%), seguita dal 10% di società in accomandita semplice (Sas) mentre appena il 2% riguarda le società per azioni».

L'annuario sarà disponibile nella tradizionale versione cartacea e digitale e verrà inoltrato agli uffici Ice- agenzia, a tutte le ambasciate e i consolati italiani nel mondo.

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA