Si cambia con il microturismo

La ricettività si adegua al mercato: più B&B e meno maxi strutture. E arriva anche la camera al giorno
L'AQUILA. L'ultima frontiera della ricettività è il "DayBreakHotels", un nuovo modo di "fare albergo" incentivato da una app ideata da quattro quarantenni che hanno lasciato le loro attività passate e si sono buttati in questa start up, che consente di prenotare camere e servizi di 1.500 hotel 4 e 5 stelle in tutta Italia, a un prezzo ridotto fino al 70%. Ma esclusivamente per uso giornaliero. E' l'esempio più dinamico di come il mondo della ricettività di medio-grandi dimensioni stia rimodulando le sue caratteristiche per fronteggiare la crisi e stare al passo con un pubblico che è sempre meno fatto di turisti vecchio stampo e sempre più, invece, di utenti che chiedono servizi mirati e un tipo di ospitalità tagliata su misura.
Il "DayBreakHotels" conta diversi diversi esempi di alberghi affiliati a Pescara, nel Teramano, un po' meno all'Aquila. «È l'ideale per chi è costretto a microsoggiorni», spiegano gli ideatori. Crisi dettata, a volte, anche da scelte politiche inefficienti, che comportano eccessivo peso fiscale, troppi adempimenti da rispettare, costo della manodopera alto, mancanza di infrastrutture e di una programmazione (anche marketing) che finiscono per tenere lontani i turisti. Ecco allora che gli alberghi cercano di cambiare pelle per non morire.
INCOGNITA B&B. I "nemici" numero uno delle strutture alberghiere di medie e grandi dimensioni sembrano essere proprio i Bed and breakfast. «Hanno un peso fiscale minore degli alberghi e ottengono licenze facilmente dai Comuni», tuona il presidente di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, per il quale «in alcuni casi fanno concorrenza sleale sia fiscale che di conduzione». «Nelle località a vocazione turistica», prosegue Giovannelli, «non è giusto contrapporre due livelli di ricettività che hanno sistemi fiscali così diversi».
CASE ALBERGO. Da non confondere con le Rsa (le residente sanitarie assistenziali), sono le case albergo dedicate alla terza età, alberghi veri e propri che vestono i panni dell'accoglienza per persone anziane ma autosufficienti che decidono di vivere da soli, autonomi rispetto alle loro famiglie, in una struttura che non faccia mancare loro nulla. A riconvertirsi sono le strutture per lo più collinari, o dell'entroterra. Uno degli ultimi casi è quello quello dell'”Hotel Paradiso”, a Isola del Gran Sasso, da un mese diventato per metà un residence per anziani. Nell'Aquilano lo storico “Parco delle Rose”, nella frazione di Paganica, è diventato residenza d’assistenza privata. Stesso destino per un altro storico hotel dell'Aquila, il “Duca degli Abruzzi”.
In alcuni casi la scelta della riconversione cade sul turismo accessibile. Sono già attivi in regione alberghi che si sono adattati ad accogliere disabili per le vacanze, facendo investimenti per adeguarsi alla normativa e abbattere le barriere architettoniche. Un esempio fra tanti è “La rosa blu" di Alba Adriatica. Altre strutture sono a Giulianova e Martinsicuro.
MEETING. L’industria alberghiera si è accorta che il meeting non è un riempitivo per la bassa stagione ma un vero e proprio business. Ma in Abruzzo la frontiera del "Convention bureau" è, in realtà, ancora ai primi passi. Alberghi attrezzati per i meeting sono soprattutto a Montesilvano e all'Aquila.
ALBERGO DIFFUSO. L'esperienza dell'albergo diffuso, con il recupero di vecchie strutture in chiave ecosostenibile e tecnologica nei borghi diroccati, è limitata in Abruzzo al solo paese di Santo Stefano di Sessanio, dove l'imprenditore svedese Daniel Kihlgren ha acquistato parti del borgo facendone un albergo. Target di riferimento: soprattutto turisti europei facoltosi. Un’esperienza presa a modello anche all'estero e che Kihlgren sta replicando a Matera.
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