Si vota, il doppio vitalizio non si tocca

25 Maggio 2016

La proposta di legge presentata dal Movimento Cinque Stelle per l'abolizione del previlegio dei consiglieri regionali torna in commissione Bilancio. Insorgono i consiglieri mentre D'Alessandro rassicura: «Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro come quella sui vitalizi»

L'AQUILA. Rinviato alla Prima Commissione (Bilancio), il progetto di legge che intende modificare l'istituto del doppio vitalizio oggi all'ordine del giorno dei lavori della seduta ordinaria del Consiglio regionale d'Abruzzo. Rimandati invece al prossimo Consiglio regionale la discussione dei documenti politici e le votazioni sul Garante dei Detenuti e sul Collegio per le Garanzie Statutarie. Marco Pannella, che in vita attendeva l'elezione a Garante dei Detenuti della radicale Rita Bernardini, attenderà anche da morto. Nella seconda parte della seduta ordinaria, l'assemblea ha approvato all'unanimità dei presenti il progetto di legge sulle «Disposizioni in materia di servizi minimi nel Trasporto Pubblico Locale (TPL)» e la norma sulla «Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo», così come emendata in Aula. Approvato, inoltre, il progetto di legge che prevede «Interventi a favore della conservazione dell'Orso bruno marsicano», a seguire, con voto unanime dell'aula, il provvedimento su «Disposizioni in materia di promozione e tutela dell'attività di panificazione in Abruzzo» e una risoluzione sul Ciapi che impegna il Consiglio regionale a stanziare, entro giugno, 700mila euro a favore dell'ente e ad effettuare un piano di salvaguardia a tutela dei lavoratori. Il Consiglio ha licenziato, in ultimo, il Provvedimento Amministrativo a favore del Comune di Pescasseroli (L'Aquila) per una variante al Piano regolatore generale e al Piano regionale particolareggiato. Ma naturalmente è stata la polemica sui doppi vitalizi a tenere banco in Consiglio, con i consiglieri del Movimento Cinque Stelle che hanno visto un nuovo rinvio alle calende greche del loro progetto di legge da una parte e consiglieri di maggioranza e di centrodestra dall'altra.

A ben poco sono servite le rassicurazioni del consigliere e coordinatore della maggioranza Camillo D'Alessandro: «Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi. Per queste ragioni abbiamo rinviato il provvedimento in prima commissione (Bilancio) annunciando che entro luglio faremo la nostra proposta di legge rivedendo l'istituto del vitalizio», ha detto D'Alessandro dopo l'esito, sul tema, della seduta ordinaria dell'assemblea regionale. «Oggi in aula il Movimento Cinque Stelle non ha preso la parola sul consiglio straordinario dei trasporti ed ha abbandonato l'aula sulla legge sui servizi minimi - ha dichiarato. «Ho rappresentato un Gruppo Consiliare nella scorsa legislatura, che ha definito il taglio delle indennità e, siccome l'allora maggioranza non approvava la legge, come Gruppo decidemmo di autoridurci l'indennità per finanziare il capitolo della povertà. Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi».

Molto diverso il punto di vista dei Cinque Stelle: «Legge sulla abolizione del privilegio del doppio vitalizio per i consiglieri regionali? Per la maggioranza meglio votarla dopo le elezioni». Questo il commento di Sara Marcozzi, prima firmataria della proposta di legge del M5S, giunta in assemblea dopo essere stata già votata all'unanimità nella commissione Bilancio. «Prima, per voce di Camillo D'Alessandro, la maggioranza ha cincischiato per allungare i tempi per l'inserimento all'ordine del giorno della discussione in aula, poi hanno nicchiato chiedendo una sospensione che doveva essere di 15 minuti ed è invece durata quasi un'ora - afferma in una nota l'esponente del M5S - poi hanno pensato di poter sostituire l'eliminazione del vitalizio con una decurtazione del 50% dello stesso e alla fine hanno dato il meglio: hanno rimandato il tutto in commissione e a dopo le elezioni amministrative». «Stessa tecnica già utilizzata per la nostra proposta di legge sul dimezzamento degli stipendi! E, forse, questa volta, la legge che elimina l'ennesimo iniquo privilegio per la classe politica, è più comodo votarla dopo le elezioni, per non rischiare di compromettere il consenso elettorale degli abruzzesi prima delle elezioni con un voto contrario». Ed è proprio il fatto che sia il Pd abruzzese a voler proporre una legge che riveda l'istituto del vitalizio a preoccupare ancora di più i Cinque Stelle.