la salva balneari

Spiagge d’Abruzzo all’asta, i sindaci in coro: «Non possiamo restare da soli»

22 Luglio 2026

I delegati dell’Anci si riuniscono a Montesilvano, Di Giuseppantonio: «Servono subito regole certe». Istituito un Comitato intercomunale: «Sì a linee guida condivise su durata, indennizzi e punteggi»

MONTESILVANO

«Il 30 giugno 2027 è un termine inderogabile e, prima di quella data, devono essere chiariti tutti i punti fondamentali del bando tipo. Senza indirizzi chiari, ogni amministrazione rischia di affrontare ricorsi e contenziosi». A dirlo è Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia dell’Udc e coordinatore del demanio dell’Anci Abruzzo, sul caso delle concessioni balneari all’asta: la scadenza delle concessioni è fissata al 30 settembre dell’anno prossimo; entro il 30 giugno, sempre del 2027, tocca ai Comune pubblicare i bandi per le assegnazioni degli stabilimenti. La presa di posizione dell’Anci arriva al termine di un faccia a faccia andato in scena ieri a Montesilvano: il confronto ha coinvolto dirigenti e responsabili del Demanio «per fare il punto sul lavoro tecnico necessario alla predisposizione delle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreative». «Servono regole certe, gli enti locali non possono essere lasciati soli», afferma Di Giuseppantonio. Il primo passo concertato tra i Comuni della costa abruzzese è l’istituzione di un Comitato tecnico intercomunale, coordinato dal dirigente del Comune di Pescara Antonio D’Alessandro, «con il compito di predisporre linee guida condivise nella redazione dei bandi». L’attività del Comitato si concentrerà anche sui principali nodi ancora irrisolti: «Dalla durata delle concessioni, prevista tra cinque e venti anni in relazione agli investimenti, alla disciplina degli indennizzi, fino ai criteri di valutazione delle offerte, ai punteggi e al corretto equilibrio tra offerta tecnica ed economica. Il lavoro dovrà coordinarsi anche con la proposta di legge regionale sulla disciplina della “scarsità della risorsa demaniale”».

Sullo sfondo, c’è l’ipotesi di adottare una legge regionale per dribblare gli effetti della direttiva europea Bolkestein saltando a pie’ pari le gare: l’idea dei proponenti – il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia e il capogruppo azzurro Emiliano Di Matteo, Carla Mannetti della Lega, Gianpaolo Lugini per la lista Marsilio Presidente e anche il sottosegretario forzista con delega al Turismo Daniele D’Amario – è puntare su uno studio che misuri la “scarsità della risorsa”, cioè quanta spiaggia libera c’è ancora in Abruzzo e quanta invece risulta occupata: se la mappatura dimostrerà che, lungo i 130 chilometri di costa, ci sono ancora tratti di spiagge libere da assegnare, per la Regione decadrà il presupposto europeo della “scarsità” e allora i Comuni costieri avranno il via libera per sospendere i bandi. Ma non è detto che questo percorso ideale non sbatta contro il muro dell’incostituzionalità come è accaduto nel 2017 con una precedente legge regionale varata dall’allora amministrazione di centrosinistra.

«In Abruzzo il sistema balneare è composto in larga parte da imprese familiari che rappresentano un patrimonio economico, turistico e sociale di straordinario valore», spiega Di Giuseppantonio, «per questo servono procedure certe e uniformi che garantiscano il rispetto delle norme europee e nazionali e, al tempo stesso, valorizzino un comparto strategico per la nostra economia. Per la prima volta, i Comuni costieri abruzzesi hanno scelto di fare squadra, evitando di procedere in ordine sparso. È un segnale importante di responsabilità istituzionale che rafforza il nostro ruolo e offre maggiore certezza sia alle amministrazioni sia agli operatori del settore. Lo stesso spirito accompagnerà il confronto istituzionale sulla proposta di legge regionale relativa alla scarsità della risorsa demaniale, nel quale i Comuni porteranno una posizione condivisa e costruita attraverso il lavoro svolto in questi mesi, affinché la nuova disciplina sia realmente efficace, applicabile e coerente con le esigenze dei territori».

Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila di Fratelli d’Italia e presidente dell’Anci, dice: «L’attività di coordinamento promossa da Anci Abruzzo nasce dall’esigenza di accompagnare i Comuni nell’applicazione di una normativa complessa, favorendo un’interpretazione il più possibile uniforme e mettendo a disposizione strumenti operativi condivisi. La collaborazione tra amministratori e tecnici rappresenta un valore aggiunto per tutto il sistema degli enti locali e dimostra come fare rete consenta di affrontare con maggiore efficacia una delle sfide amministrative più importanti dei prossimi anni».

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