Strade devastate, servono fondi e lavori

11 Dicembre 2019

Borrelli, sindaco di Atessa, scrive a Conte, Marsilio e ai parlamentari: i Comuni non ce la fanno più a garantire sicurezza

ATESSA. «Il mio è l’appello di un sindaco che, come tanti altri, vive quotidianamente i disagi della nostra viabilità e avanza una proposta, che vorrei sintetizzare in due parole: “Cambiamo strada”». È una richiesta accorata quella che il sindaco di Atessa rivolge al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, ai consiglieri e assessori regionali e ai parlamentari Luciano D’Alfonso (Pd), Antonio Zennaro (M5S), Luigi D’Eramo (Lega), Camillo D’Alessandro (Italia Viva), Alessio Butti (Fratelli d’Italia). Giulio Borrelli, sulle criticità della viabilità, si fa portabandiera di un unico sentire: «Noi sindaci siamo il parafulmine di tutto e tutti. Le altre e competenti istituzioni sono spesso lontane e irraggiungibili». Il suo appello è fatto in un momento particolare: è questo il periodo che, a livello nazionale e regionale, si decidono e votano i bilanci di previsione e, quindi, è il momento in cui bisogna inserire dei capitolo di spesa per le strade.
IL DOSSIER. Borrelli denuncia «il disastroso stato manutentivo della viabilità provinciale e comunale» partendo dal dossier Aci del novembre 2018 che ha un titolo esemplificativo: “Il recupero dell’arretrato manutentorio della rete viaria secondaria una priorità per il Paese,” guarda caso realizzato all’indomani del crollo del viadotto Morandi a Genova. Per l’intera rete provinciale del Paese, le evidenze numeriche emerse dallo studio indicano un fabbisogno standard annuo della rete secondaria pari a 6,1 miliardi di euro. Lo studio ha poi calcolato che qualora si intendesse recuperare il deficit manutentorio cumulato negli ultimi 10 anni sarebbe necessario uno stanziamento straordinario di 42 miliardi.
IL FULCRO. «A circa 22 anni dal tanto decantato decentramento amministrativo (legge Bassanini), dobbiamo registrare» sostiene il sindaco di Atessa «che il trasferimento di alcune materie e funzioni, tra cui la viabilità, dallo Stato alle Regioni, non ha funzionato e ha creato più disservizi di quelli che voleva evitare». In sostanza, al trasferimento di patrimonio non è stato corrisposto un adeguato trasferimento di risorse finanziarie, strumentali ed umane. «Gli stanziamenti statali destinati alle attività di manutenzione ordinaria, rispetto al pregresso, sono andati riducendosi fino quasi a scomparire, ma anche la mancanza di finanziamenti regionali, con risorse proprie, ha contribuito all’aggravamento dello stato di degrado che si riscontra sulla vasta rete secondaria e comunale».
SOLUZIONI E INTERVENTI. L’obiettivo è trasferire (ed in alcuni casi riassegnare, come in Abruzzo) alla competenza Anas circa 6.250 km di strade ex statali, regionali e provinciali, che porteranno la rete dell’azienda fino a oltre 30mila km. Si vuole, così, garantire maggiore continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale, evitare la frammentazione delle competenze. Devono essere realizzate sulle infrastrutture provinciali e comunali, e più precisamente: sfalcio dell’erba e manutenzione delle opere a verde; pulizia del piano viabile e delle pertinenze; tutela idraulica del corpo stradale; ripristino parziale della pavimentazione stradale; mantenimento segnaletica verticale e orizzontale; verifica efficacia e riparazione barriere di sicurezza; ripristini a seguito di eventi incidentali; manutenzione ordinaria opere d’arte; illuminazione servizi antighiaccio; sgombero neve.
REGIONE ABRUZZO. «Con il nuovo Documento di Economia e Finanza, la Regione» dice Borrelli «vuole istituire la “Società regionale strade Abruzzo”, che dovrebbe occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali. Un progetto interessante se la società potrà contare su risorse economiche certe, adeguate, strutturali, anche di stretta derivazione regionale, e essere in qualche modo di sollievo anche alla viabilità comunale. Altrimenti rischia di essere un'altra scatola che divorerà risorse per esistere e farà poco o nulla. Ci vogliono accordi con Anas per tutte le strade, soldi veri e personale alle Province, che potranno ripartire con la nuova legge di bilancio dello Stato».