Cantiere (foto Esia)

EDILIZIA

Superbonus: in Abruzzo mille imprese a rischio. La denuncia dell'Ance

Il presidente D'Intino: la maggior parte delle imprese rischia il fallimento trovandosi con cassetti fiscali pieni di crediti inutilizzabili e non monetizzabili

"Raccogliamo il grido di dolore e la frustrazione delle nostre imprese che stanno subendo una situazione paradossale per la mancata possibilità di monetizzare i crediti fiscali, relativi a lavori eseguiti, con rischio di fallimento di circa trentamila aziende a livello nazionale, e di almeno mille in regione, in quanto non si è nelle condizioni di pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi con conseguenze drammatiche sui livelli occupazionali e sulla tenuta stessa della filiera". Le parole sono del presidente Ance Abruzzo, l'associazione dei costruttori edili, Antonio D'Intino.

D'Intino si riferisce al mercato della cessione del credito in relazione al Superbonus, bloccato a causa dei continui interventi normativi, "una media di una modifica al mese solo da inizio 2022" dice il presidente Ance, "con la conseguenza di rendere estremamente rigido l’atteggiamento delle banche e degli intermediari finanziari che avevano garantito l’acquisto dei crediti. Ultima mazzata la circolare di giugno dell’Agenzia delle Entrate che ha coinvolto i concessionari nel recupero della detrazione “indebitamente fruita”, anche in casi non previsti dalla norma, laddove il cessionario ometta il ricorso alla specifica diligenza richiesta".

"In una fase in cui gli istituti bancari si stavano ancora organizzando per adeguarsi alle ultime modifiche", spiega D'Intino, "che consentivano la “quarta” cessione, in modo da avviare lo sblocco degli oltre 5 miliardi di euro già incagliati nei cassetti fiscali, è intervenuta una circolare che investe le banche di un onere di diligenza nei controlli non delineato che, di fatto, aggrava la condizione di sudditi delle imprese rispetto all’istituto, per la possibilità di cessione, e con la conseguenza di alimentare un mercato di svendita dei crediti".

"Con questi provvedimenti non si combatte la frode ma si scatena una economia al ribasso con esiti letali, con questi provvedimenti", è l'avvertimento del presidente regionale, "si stanno generando ritardi e incertezze tali da bloccare l’unico comparto che, grazie agli effetti eccezionali degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni, ha stimolato la ripresa post covid contribuendo, nel 2021, al l’1% del Pil, e al 4% con i settori collegati".

Secondo i dati dell'Ance in Abruzzo, al 31 luglio si rilevano 1 miliardo e 270 milioni di investimenti ammessi a detrazione e 900 milioni di euro di lavori conclusi su circa seimila cantieri. 

"E' necessario intervenire con urgenza per riattivare il mercato delle cessioni", è la richiesta di Ance Abruzzo, "perché la maggior parte delle imprese rischia di dichiarare il fallimento trovandosi con cassetti fiscali pieni di crediti inutilizzabili e non monetizzabili. Chiediamo un atto di responsabilità al Governo, di coerenza e di rispetto degli impegni assunti e delle aspettative assicurate altrimenti corriamo il rischio di destrutturare un settore vitale per l’economia e l’occupazione e per la stessa tenuta sociale. Anche in vista della conversione in legge del Decreto Aiuti – Bis è necessario individuare le soluzioni per superare queste distorsioni che, con il maldestro tentativo di bloccare le frodi, hanno il solo effetto di mettere in ginocchio il sistema sano e produttivo del paese".