«Tanti problemi, responsabilità ma se c’è voglia di cambiare...»

12 Novembre 2015

PESCARA. Fare oggi il preside è faticosissimo, tanti problemi, grandi responsabilità, tempo libero zero. Ma se ci sono entusiasmo, forza e voglia soprattutto di cambiare in meglio la struttura...

PESCARA. Fare oggi il preside è faticosissimo, tanti problemi, grandi responsabilità, tempo libero zero. Ma se ci sono entusiasmo, forza e voglia soprattutto di cambiare in meglio la struttura scolastica, allora, è davvero un bel lavoro. E' la riflessione del presidente provinciale dell'Anp di Pescara, Associazione nazionale presidi, Giuliano Bocchia (nella foto), dirigente del liceo scientifico "L. da Vinci" di Pescara.

Già, perché in fondo i presidi sono docenti con grande esperienza in veste di manager di aziende didattiche, leader di progettazione pedagogica che oggi, in più, devono possedere una visione internazionale della formazione.

«La scuola sta affrontando il suo compito di formare gli studenti con grande trasparenza, qualità e responsabilità», spiega Bocchia, «la legge sulla “Buona Scuola” ha cominciato a dare un effettivo potere decisionale ai presidi attraverso tre prerogative: contribuire personalmente al Piano triennale dell'offerta formativa; partecipare alla scelta dei docenti, con riguardo all'effettiva utilità della specializzazione dello stesso professore nella propria struttura scolastica, ed infine la prerogativa di poter dare un bonus agli insegnanti».

«In tutto questo, sì, la responsabilità dei dirigenti è più evidente di prima», aggiunge Bocchia, «in compenso dovremmo avere in più nello stipendio un'indennità di risultato. A tutt'oggi però non siamo catalogati come dirigenti pubblici e in Abruzzo, come nel Lazio e in Sardegna, l'ufficio scolastico ci ha sospeso una parte dello stipendio a causa di un contenzioso». (cr.re.)