L'ANALISI DELL'INGV

Terremoto Balsorano, gli esperti: nel 1654 sisma di magnitudo 6.4

Gli eventi tellurici dell'Italia centrale, più vicini e lontani nel tempo, esaminati e messi a confronto. In corso verifiche più approfondite sulla scossa odierna tra Abruzzo e Lazio

PESCARA. La terra torna a tremare nel Centro Italia, in una zona che gli esperti dell’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) indicano "a pericolosità molto alta". La scossa avvertita oggi, a cinque chilometri da Balsorano (L’Aquila), da numerose popolazioni tra il Lazio e l’Abruzzo,  smuove brutti ricordi, riapre ferite fresche nient'affatto rimarginate e alimenta nuove paure, soprattutto quelle legate ai recenti eventi sismici dell’Aquila e ai successivi terremoti registrati negli ultimi anni nell’Italia centrale.

Eppure, il sisma di magnitudo 4.4 della scala Richter di questo pomeriggio potrebbe avere avuto un innesco collocato in un punto più lontano nel tempo. “L’evento storico più prossimo all’area del terremoto odierno”, scrivono i sismologi sul sito dell’Ingv, “è quello del 1654, per il quale si è stimata una magnitudo pari a 6.4. A nord e a sud sono avvenuti in passato altri forti terremoti, come quello del 1915, nella zona della Marsica, e nel 1349, al confine tra Lazio e Molise”. Altri terremoti storici più recenti sono avvenuti nel 1922 (magnitudo 5.2) e nel 1984, nella zona della Val Comino (magnitudo 5.9).

Oggi, alle 18.35, i sismografi hanno registrato l’ultima scossa di 4.4 al confine tra Lazio e Abruzzo, tra le province di Frosinone e quella dell’Aquila, a una profondità stimata di 14 chilometri. Nelle ore precedenti, erano avvenuti circa 30 piccoli terremoti, tutti di magnitudo inferiore a 3. Nell’ora successiva al terremoto delle 18.35 sono state registrate circa sedici repliche di piccola magnitudo (la maggiore, di magnitudo 2.2). “La zona”, annotano ancora i sismologi, “è caratterizzata dalla presenza di una tettonica di tipo estensionale, con faglie dirette (normali) prevalenti. La soluzione del meccanismo focale preliminare mostra infatti una faglia normale orientata parallelamente alla catena appenninica (Nord Ovest-Sud Ovest); è attualmente in corso di analisi la soluzione definitiva".

Il terremoto è stato avvertito in un’ampia regione dell’Italia centrale, fino a Napoli. "La storia sismica di Sora", riprendono gli esperti, "uno dei centri più prossimi all’epicentro, mostra una frequenza elevata degli effetti di terremoti di media intensità, soprattutto a partire dalla metà dell’Ottocento quando le osservazioni sono diventate più complete. Si notano anche alcuni eventi che hanno raggiunto l’ottavo o il nono grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg.”

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