Testamento biologico, Abruzzo tra i più virtuosi

19 Giugno 2026

È una delle regioni con il tasso più elevato di cittadini che hanno espresso in anticipo la propria volontà sui trattamenti sanitari. Pescara la prima in Italia

L'AQUILA. L’Abruzzo è tra le regioni più virtuose in Italia per testamenti biologici. Spicca Pescara, prima provincia nella classifica nazionale per numero di biotestamenti depositati, ben 3.324. Mentre L'Aquila è all'ultimo posto, in 108esima posizione, con appena 605 persone che hanno scelto di esprime in anticipo le proprie volontà sui trattamenti sanitari, in caso di futura incapacità di decidere autonomamente. L'associazione Luca Coscioni ha diffuso i dati dettagliati delle cosiddette Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Con una Dat depositata ogni 117 abitanti, l'Abruzzo si colloca al secondo posto della classifica nazionale. Un monitoraggio che l'associazione Luca Coscioni, attraverso il suo Osservatorio, ha inteso effettuare in mancanza della Relazione del ministero della Salute, promuovendo un accesso agli atti generalizzato sui 7.677 comuni italiani, aggiornato a dicembre 2025. È stato chiesto, in particolare, quante Disposizioni anticipate di trattamento sono state ricevute dai comuni dall’entrata in vigore della legge, il 31 gennaio 2018, ad oggi. «Si tratta di un report inedito e degli unici dati disponibili sul tema, date le mancanze istituzionali del ministero della Salute, che oltre non presentare la relazione non ha mai condotto una campagna informativa», spiega l'associazione Luca Coscioni evidenziando «forti differenze territoriali all’interno della regione».

A trainare l’Abruzzo sono soprattutto le province di Pescara e Teramo, che occupano rispettivamente il primo e il terzo posto della classifica nazionale per diffusione delle Dat. A Pescara è stata depositata una disposizione testamentaria ogni 74 abitanti, per un totale di 3.374 Dat, il dato migliore d’Italia, mentre Teramo ne registra una ogni 90 abitanti con 2.565 Dat depositate. Nel dettaglio, le province abruzzesi occupano queste posizioni nella classifica nazionale: Pescara si attesta al 1° posto in Italia con 3.374 Dat, Teramo al 3° posto con 2.565 biotestamenti, Chieti al 41° posto con 1.762. Ultima, in classifica nazionale, è la provincia dell'Aquila, ferma al 108° posto, con 605 Dat. «Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta», dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione Coscioni, «da sette anni i cittadini italiano sono tenuti all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano al vuoto imposto dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione».

L'invito dell'associazione ai cittadini abruzzesi è «a informarsi sulle Dat, scaricare gratuitamente il modulo per il biotestamento e contattare il numero bianco 06-99321349, il servizio gratuito di informazione e orientamento dell’Associazione dedicato ai diritti di fine vita». Attraverso questo numero è possibile ricevere supporto sulle Dat, informazioni sulle modalità di deposito nel proprio comune e assistenza per conoscere i diritti previsti dalla legge sul consenso informato e sulle cure di fine vita. A livello nazionale, prendendo in esame i 4.822 comuni che hanno fornito i dati aggiornati sia per il 2023 che per il 2025, risultano depositati, dall’entrata in vigore della legge del gennaio 2018 ad oggi, 228.151 testamenti biologici. Limitatamente a questi comuni, la crescita è del 18,2% rispetto al 2023. Aggiungendo anche il numero di Dat depositate nei 1.780 comuni che nel 2025 non hanno risposto, ma che avevano risposto negli anni precedenti, il numero di biotestamenti certamente depositati su un totale di 6.602 comuni è di 278.329.

«Un dato parziale, privo delle Dat non comunicate quest’anno», spiega l'associazione Luca Coscioni, «a cui vanno aggiunte le Dat depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per le quali non esistono dati pubblici disponibili». Il testamento biologico, o Disposizioni anticipate di trattamento, entrano in gioco solo nell'eventualità in cui il paziente si trovi in una condizione di futura incapacità di autodeterminarsi. È la naturale estensione del consenso informato e offre una tutela fondamentale per il diritto all'autodeterminazione. Il testamento biologico, in vigore in Italia dal 31 gennaio 2018 e regolato dalla legge numero 219 del 22 dicembre 2017, è un atto completamente gratuito che può essere revocato in qualsiasi momento ed è esente da qualsiasi imposta, tassa o bollo. Può essere redatto o depositato negli uffici di Stato Civile del proprio comune di residenza, da un notaio (con costo della parcella) o nelle strutture sanitarie competenti, se regionalmente predisposte.

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