Trapianti cornea, premiato Marini

Da ministro del Lavoro favorì la legge che regolamenta il settore
ROMA. Il 53% della popolazione mondiale non ha accesso al trapianto di cornea: solo una cornea è disponibile ogni 70 necessarie, secondo uno studio pubblicato nel 2016 su Jama Ophthalmology. In questo difficile contesto l'Italia, grazie all'introduzione della legge sui trapianti e alla sensibilizzazione della popolazione, oltre ad avere un numero di donazioni di cornea sufficiente a coprire la necessità interna di trapianti, è una delle tre nazioni (insieme agli Usa e allo Sri Lanka) in grado di esportare cornee a paesi esteri carenti. È quanto emerso ieri alla cerimonia di consegna della medaglia d'oro Bietti al senatore abruzzese Franco Marini. «Quest'anno abbiamo avuto 5.620 trapianti effettuati nel nostro Paese e 7.616 donatori» ha spiegato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. «In Francia sono mille in meno e mille in meno i trapianti. Abbiamo esportato quest'anno 488 cornee. È un elemento che fa grande l'Italia nel settore dei trapianti e del trattamento delle cellule e dei tessuti». Progressi decisivi si sono avuti da quando, nel 1993, veniva modificata una legge che da oltre 15 anni vietava in Italia la chirurgia del trapianto di cornea. Questo aggiornamento è stato portato a termine con l'attiva partecipazione dell'allora ministro del Lavoro, Franco Marini. Il bilancio di quanto è stato da allora realizzato ha stimolato l'IRCCS Fondazione Bietti, presieduta dal professor Mario Stirpe, ad attribuire proprio a Marini una medaglia d'oro, il riconoscimento che viene assegnato in campo internazionale a chi maggiormente contribuisce al progresso della oftalmologia. «La legge ha consentito alla ricerca italiana di contribuire allo sviluppo di nuove tecniche di chirurgia corneale e oggi il nostro paese è all'avanguardia mondiale anche nelle più moderne tecniche di trapianto cosiddetto lamellare, in cui ad essere trapiantata è soltanto una porzione dello spessore corneale, con una conseguente riduzione dei rigetti», ha spiegato Stirpe. «Riuscire a sensibilizzare e a fare un cammino quotidiano per fare in modo che gli ipovedenti siano sempre meno e si possa lavorare sulla prevenzione sin dalla più tenera età è un obiettivo di salute per il nostro Paese. Abbiamo strada da fare, ma siamo partiti bene» ha evidenziato il ministro della Salute Lorenzin, che ha parlato anche valore simbolico di questo riconoscimento a Marini. «È un monito importante» ha spiegato «quando la politica sposa le ragioni della scienza spesso non sono comprensibili al momento. Le ragioni della scienza non portano voti, ma un beneficio che riesce a trasmettersi per decenni».

