Trivelle, no di 10 Regioni

30 Settembre 2015

Oggi in Cassazione la presentazione dei referendum

PESCARA. Arriva dalle Regioni un netto «no» alle trivelle in mare: oggi i delegati di 10 Regioni (per l’Abruzzo ci sarà il sottosegretario Mario Mazzocca con il delegato Lucrezio Paolini, Idv) saranno in Corte di Cassazione per depositare sei quesiti referendari sul cosiddetto decreto «sblocca Italia» che le prevede. Le Regioni vogliono, con questo atto, riaffermare il proprio ruolo nelle procedure che li riguardano e la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali si dice pronta a sedersi ad un tavolo con il Governo per trovare una mediazione. «L'iniziativa referendaria, promossa unitariamente dai presidenti delle Assemblee legislative, è al di fuori di una logica politica e per affermare invece che non si possono tagliare fuori le Regioni, gli enti locali e i territori dalle scelte sul loro futuro», spiega il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd). «Il problema c'è» sottolinea il coordinatore dell'Assemblea dei Consigli regionali, Franco Iacop «se teniamo presente che 10 Consigli regionali a maggioranza assoluta hanno sottoscritto le delibere per attivare la procedura di referendum, come prevede l'art. 75 della Costituzione». Iacop auspica che il Governo decida di aprire un tavolo per la revisione della normativa, «siamo qui per ragionare assieme». Alcune Regioni, tuttavia, hanno bocciato la richiesta di referendum. È il caso dell'Emilia Romagna, il cui presidente, Stefano Bonaccini, ha detto di non considerare questo «lo strumento più utile per affrontare le questioni». L’altra regione a tirarsi indietro è stata la Sicilia.