«Troppe teorizzazioni»

L’avvocato Marconi esulta: esiste la giustizia giusta
PESCARA. «Verosimilmente, nelle tesi dell’accusa, c’era un eccesso di teorizzazione». Così l’avvocato di Venturoni, Guglielmo Marconi, già ordinario di Diritto penale all’università di Teramo: «La giustizia giusta esiste», dice dopo la sentenza.
Avvocato, si aspettava questa sentenza?
«Ci sono ragioni di diritto che deponevano verso una soluzione del genere. Il tribunale è stato meticoloso nel valutare gli elementi di prova e ha considerato pienamente gli aspetti che avevamo prospettato in una corposa memoria presentata all’ultima udienza in cui avevamo affrontato tutti i temi, dal peculato alla corruzione. Va dato merito al tribunale di aver lavorato con onestà intellettuale e non era facile».
«Il fatto non sussiste» cancella ogni ombra?
«È una sentenza che toglie ogni dubbio sia sulla componente materiale che soggettiva. Una soddisfazione enorme per noi e per il mondo della giustizia: arrivare a una conclusione così, dopo un processo lungo e innescato da provvedimenti restrittivi, significa che il rispetto della legge è nell’uomo magistrato. C’erano perplessità per ragioni, chiamiamole, di tipo etico latu sensu che potevano influenzare e far ritenere che alcuni argomenti morali potessero servire distinguo, invece, è prevalso il tema della fattispecie».
È accaduto 5 anni dopo gli arresti: che cosa devono pensare i cittadini?
«È il nostro sistema giustizia. I tempi sono molto lenti ma abbiamo anche ragione di dire che esiste una giustizia giusta che ristabilisce le verità da un punto di vista storico e giuridico. Questa sentenza restituisce dignità umana e politica a Venturoni».
La Procura ha fatto errori?
«I processi della pubblica accusa sono fatti per tesi e verosimilmente, in quelle tesi, c’era un eccesso di teorizzazione: per qualche punto, non si è voluto tener conto delle argomentazioni sottoposte all’attenzione dei pm. Ma funziona così». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

