Ultradestra d’Abruzzo, parla il responsabile del Centro studi: «È formazione culturale. I nostri iscritti crescono»

27 Gennaio 2026

«Lavoriamo al di là delle connotazioni politiche», e sul cattolicesimo: «Siamo integralisti. Tra i conservatori compromessi sbagliati»

PESCARA. Organizzate eventi sul fratello minore di Mussolini, sul segretario del Partito nazionale fascista Ettore Muti: vi ritenete un centro di ricerca di destra?

«Molti ci vedono a destra, ma abbiamo superato questa vecchia dicotomia. Presto pubblicheremo un libro su Che Guevara».

Il titolo?

«“Che Guevara visto da destra”».

Si chiama Sergio Saraceni il responsabile del centro studi La Cittadella. Pescarese, è giovane. Si smarca da qualunque connotazione politica, ma ammette di aver aderito, «a titolo personale», alla Rete dei patrioti, il movimento dell’ultradestra europeo. Il suo think tank raccoglie «tanti giovani e tantissimi adulti, senza prendere alcuna linea politica». «Chi si tessera», aggiunge, «ha grande libertà».

Saraceni, di cosa vi occupate concretamente?

«Noi facciamo formazione dottrinale, culturale e semmai politica».

Che però, dice lei, non è di destra.

«Abbiamo superato questa ripartizione rigida, siamo andati oltre. Ci rifacciamo ai concetti di unità di popolo, che vuole superare destra e sinistra attraverso progetti finalizzati a creare una nuova armonia».

Chi viene da voi, cosa cerca?
«Tanti vengono con delle domande e noi cerchiamo di aiutarli a rispondere. Ma abbiamo collaborato anche con piccole realtà giovanili a costruire la loro identità politica».

Per esempio?

«La Rete dei patrioti, piccoli gruppi di giovani in indipendenza, alcuni movimenti universitari. Spesso i responsabili vengono da noi a chiedere una mano. Ci portano dei progetti e noi cerchiamo di correggerli secondo quelle che sono le nostre sensibilità».

Sono tanti i giovani affiliati alla vostra sezione?

«Circa una ventina qui a Pescara. Continuano a crescere».

Come funziona?

«Con loro ragioniamo a porte scorrevoli: chi arriva da noi deve sceglierlo liberamente, così come liberamente può scegliere di andarsene. L’importante è che arrivi con delle domande. Noi a quel punto gli offriamo tutto il materiale che abbiamo a disposizione per poter rispondere».

E cioè?

«La nostra biblioteca contiene di tutto. Celine, La Rochelle, Evola, ma anche saggi sul cattolicesimo e sul buddismo».

A proposito di cattolicesimo, su questo siete molto integralisti.

«Crediamo in un cattolicesimo integrale, non interessato ai compromessi, contrario al Concilio Vaticano II, perché anche nel mondo dei cattolici conservatori sono stati accettati dei compromessi che riteniamo sbagliati».

Avete collaborato con qualche partito?

«No. Abbiamo scelto la forma del Centro studi proprio per sfuggire a qualsiasi connotazione politica».  

©RIPRODUZIONE RISERVATA