Un sistema per tracciare i Tir
Presentato lo studio dell’Ue contro i movimenti illegali di merci
PESCARA . Si chiama “Gnss”, che sta per “Monitoring System for heavy vehicles”, il sistema che permetterà di tracciare e controllare gli spostamenti dei tir lungo le strade d’Europa. A presentare il progetto, ideato nel 2014 ma che vedrà la luce nel 2015 a patto che inizi subito l’iter al Parlamento europeo, sono stati ieri l’europarlamentare Daniela Aiuto, il vice presidente di Fai Conftrasporto, Natalino Mori, il referente di Agorà 2.0 Mt, Srdan Sergio Grujic e Claudio Pacioni, funzionario del gruppo Efd al quale appartiene l’eurodeputata Aiuto. L’incontro, suol tema “Il futuro dell’autotrasporto europeo” si è svolto nella sala Tinozzi della Provincia di Pescara. Il progetto pilota, ha spiegato Aiuto, «prevede l’installazione sui mezzi pesanti di un sistema Gps evoluto che consente di tracciare movimenti, percorsi, tempi di percorrenza e di riposo, per evitare il problema del cabotaggio illegale». Si tratta del trasporto di merci al di fuori di qualsiasi regola, e che si traduce per le aziende italiane in una forma di concorrenza sleale esercitata da “camionisti” di altri paesi, che ha causato, finora, la chiusura di 300mila imprese, come ha sottolineato Grujic. «Il sistema,» ha aggiunto Aiuto, «consentirà di monitorare il rispetto dei diritti dei conducenti, una concorrenza equa tra imprese di stati diversi, la trasparenza nel settore dei trasporti, assicurando anche la tracciabilità di merci pericolose o rifiuti smaltiti illegalmente». L’unico neo è che per le imprese, secondo lo studio realizzato dalla Commissione Ue, potrebbe tradursi in un costo di circa 4,2 miliardi di euro; per la collettività, invece, in un risparmio (su scala europea), di circa 5 miliardi. Una circostanza che il rappresentante di Conftrasporto ha rimarcato: «Da camionaro», ha detto, «rilevo che parliamo di benefici pubblici con un costo privato». (a.bag.)

