Una carta d’identità Doc per i prodotti agroalimentari

PESCARA. Una carta d’identità per i prodotti agroalimentari abruzzesi, per sfidare i mercati nazionali ed internazionali. Nel 2015 nascerà lo Sportello qualità Abruzzo per bevande analcoliche o...
PESCARA. Una carta d’identità per i prodotti agroalimentari abruzzesi, per sfidare i mercati nazionali ed internazionali.
Nel 2015 nascerà lo Sportello qualità Abruzzo per bevande analcoliche o liquori, come la Centerba o la ratafia, le carni, come il tacchino alla canzanese o la mortadella di Campostosto, i formaggi, ad esempio il pecorino d’Abruzzo, oppure, ancora, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, i bocconotti di Castel Frentano e le mozzarelle teramane (147 in totale i prodotti considerati).
Il progetto è di Confindustria Pescara-Chieti, per il quale alla partenza si dovranno stanziare 58 mila euro, anche con l’apporto della Regione.
L’iniziativa si rivolge a tutte quelle aziende abruzzesi, come è stato sottolineato da Giuseppe Patat amministratore unico di Ethics Go, che in quanto a qualità dei prodotti non si accontenteranno dei requisiti minimi richiesti dalla legge, «ma ne vorranno una superiore». Attraverso questi criteri d'eccellenza, lo Sportello offrirà una certificazione di conformità che attesterà la filiera del prodotto.
«Un sistema di promozione dei nostri prodotti», l’ha definito ieri l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, in occasione della presentazione del progetto nei locali di Confindustria Pescara-Chieti, alla quale hanno partecipato, oltre al presidente della sezione agroalimentare, Filippo Antonio De Cecco, il direttore della Confindustria Luigi Di Giosaffatte ed i membri del Consiglio dell’associazione degli industriali.
«Il brand Abruzzo», ha aggiunto Pepe, «deve essere migliorato». Anche perché, ha continuato l’assessore, «l’agroalimentare è l’unico settore dal quale arriva un segnale positivo».
Insomma, una filiera del prodotto di qualità, al quale ha già aderito Confindustria Abruzzo, come ha fatto sapere ieri Di Giosaffatte, e che ora attende, oltre alle adesioni delle aziende abruzzesi, una determina da parte della giunta regionale.
«Questo è un progetto», ha spiegato De Cecco, «che si rivolge anche ai piccoli produttori, come pure ai produttori di prodotti di nicchia. Anche perché», ha precisato De Cecco, «le aziende oggi, che tra l’altro hanno necessità di munirsi di certificati sanitari ed altro, devono essere come delle sale operatorie». Per quanto riguarda i mezzi finanziari, Confindustria Chieti Pescara ospiterà lo Sportello ed ha finora accettato il peso di coordinare i lavori, ma ha sottolineato come servirà il contributo concreto delle Istituzioni e dei privati.(vdl)
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