Una coop fasulla per avere contributi

28 Aprile 2015

Perquisita la Regione: usata l’identità di una donna di Bussi (ignara) per chiedere i fondi destinati alle onlus

PESCARA. Accade anche questo nella corsa ad accaparrarsi fondi pubblici: accade che mani per ora ignote si approprino dell’identità di un’altra persona, del tutto ignara, per domiciliare una cooperativa con la quale concorrere all’assegnazione di un contributo di migliaia di euro destinato alle onlus, ovvero alle società senza scopo di lucro che operano soprattutto nel volontariato.

Proprio così: ieri i carabinieri della stazione di Pescara Scalo hanno fatto visita all’Assessorato alle politiche sociali e del lavoro della Regione Abruzzo in viale Bovio per sequestrare i documenti relativi a una pratica che ha tutte le caratteristiche di cui sopra. Ovvero: una coop che aveva richiesto il contributo e che, secondo la documentazione presentata, faceva capo a una signora di Bussi sul Tirino. Ma quest’ultima, quando si è vista recapitare una raccomandata speditale dalla Regione per il completamento dell’istruttoria, è caduta letteralmente dalle nuvole e ha portato tutto il plico alla locale stazione dei carabinieri.

L’indagine è seguita dal sostituto procuratore di Pescara Gennaro Varone, il magistrato già titolare di diverse inchieste sulla pubblica amministrazione, e potrebbe essere solo l’inizio di una serie di verifiche su questo tipo di contributi.