Una giornata con Americo il pastore/ Video

Il gregge, le passeggiate infinite, il panorama dei tratturi, la lavorazione dei formaggi: i segreti di una tradizione

L’AQUILA. Per chi viene da Cartore, al confine tra Lazio e Abruzzo, i casolari dei pastori appoggiati sulla montagna, sono l’anticamera del lago della Duchessa. Strutture antiche, ma rimesse a nuovo con un intervento dell’amministrazione dei Beni separati negli anni Ottanta. Dal paese, per raggiungere il lago c’è da salire a piedi attraverso la Val di Fua.

Una passeggiata tra pareti rocciose e boschi ricchi di piante di faggio e Belladonna. Il silenzio è interrotto solo dallo scampanìo di un gregge e da un fischio acuto che esce da una casetta di pietra. È l’unico segnale di vita umana in due ore di cammino. La porta di ingresso è spalancata e Americo Lanciotti è curvo sulla pentola che raccoglie il latte appena munto. Porge a chi entra un “sorgetto”: da queste parti chiamano così queste forme di formaggio estratte dal caglio, piccole appunto come un topolino. Lo fa con naturalezza, quasi come se stesse aspettando qualcuno a cui far assaggiare i prodotti di giornata.

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