«Una piccola offerta ricettiva negli stabilimenti balneari»

19 Maggio 2016

Valorizzazione: è la parola chiave secondo Silvio Maresca affinchè l’Abruzzo possa davvero trarre ricchezza dal turismo, sua vocazione naturale. L’amministratore unico di Bluserena, gruppo impegnato...

Valorizzazione: è la parola chiave secondo Silvio Maresca affinchè l’Abruzzo possa davvero trarre ricchezza dal turismo, sua vocazione naturale.

L’amministratore unico di Bluserena, gruppo impegnato nel settore con hotel e villaggi, offre agli amministratori regionali una sorta di vademecum per un salto qualitativo dell'Abruzzo, dal punto di vista turistico.

Maresca, quale può essere un'idea che faccia dell'Abruzzo una località maggiormente appetibile per i turisti stranieri, ma anche italiani?

«Credo che l'ultima cosa che dovrebbero fare gli amministratori pubblici abruzzesi, sia quella di cercare idee per attirare turisti italiani e stranieri».

Qualcosa, però, va ideata. O sarebbe meglio invece lasciare la situazione così com'è?

«Gli amministratori dovrebbero solo fare bene il loro lavoro "normale"».

Ad esempio?

«Per fare qualche esempio, dovrebbero finalmente occuparsi di fiumi e di depurazione delle acque. Avrebbero già da decenni dovuto affrontare i disastri dei fiumi Pescara e Saline».

E poi?

«Dovrebbero occuparsi del miglioramento e della manutenzione delle strade. Dovrebbero creare a Pescara le condizioni più appetibili per i vettori aerei, e tenersi stretta Ryanair. Inoltre, dovrebbero migliorare la fruizione delle montagne abruzzesi, lanciare un piano di arricchimento e gestione di rifugi e di agevolazione delle attività outdoor, promuovere lo smantellamento dei bacini sciistici inutili, e il potenziamento di quelli commercialmente sostenibili».

Questo da un punto di vista dei servizi. Per quello paesaggistico, invece, visto che, come ha recentemente sottolineato il presidente del Fai, Andrea Carandini, in Abruzzo manca un piano in tal senso, che cosa si può fare?

«Dovrebbe essere messo a punto un piano organico regionale per rendere accessibile il ricchissimo patrimonio artistico e naturalistico, valorizzando anche associazioni, volontari e cooperative giovanili. Si dovrebbe lavorare per un ridisegno paesaggistico del fronte mare, chiedendo ai gestori degli stabilimenti balneari di ridurre la proliferazione indiscriminata di allestimenti precari, e di adeguarsi a linee guida di decoro che, d'estate e d'inverno, restituiscano armonia a questo pezzo fondamentale del nostro paesaggio».

Alcuni stabilimenti balneari, dunque, andrebbero riconvertiti?

«Sarebbe interessante incentivare la possibilità di usare una parte dei volumi edificati degli stabilimenti per creare una piccola offerta ricettiva. Dovrebbero rimuovere vincoli urbanistici incomprensibili in aree intensamente antropizzate affinché si possano migliorare e aggiornare strutture ricettive commerciali».

Quali sono le sue previsioni per i prossimi mesi?

«Già nel 2015 abbiamo registrato un sensibile incremento delle presenze in Abruzzo, così come nelle altre regioni in cui siamo presenti. E per quest’anno stimiamo un ulteriore, leggero aumento». (v.d.l.)

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