«Vengo dalla gavetta e voglio restare accanto alla gente»

16 Febbraio 2017

Il sulmonese Michele Lombardo è il nuovo segretario regionale della Uil. Lombardo, 52 anni il prossimo 7 marzo, succede a Roberto Campo. Ha iniziato la sua carriera sindacale come dipendente della ex...

Il sulmonese Michele Lombardo è il nuovo segretario regionale della Uil. Lombardo, 52 anni il prossimo 7 marzo, succede a Roberto Campo. Ha iniziato la sua carriera sindacale come dipendente della ex Beta Utensili, una piccola azienda di Sulmona. Da lì ha fatto la “gavetta” prima come segretario della Uilm di Sulmona, poi della provincia dell'Aquila, fino a diventare nel tempo segretario organizzativo dell'Unione italiana del lavoro Abruzzo.

Lombardo nel 2008 aveva tentato anche la carriera politica, candidandosi come sindaco alle amministrative, dopo aver vinto le primarie del Pd. Eletto come consigliere di minoranza, non entra in consiglio comunale proprio per impegni legati al suo lavoro di sindacalista.

Lombardo, che cosa significa per un sindacalista che è partito dal basso arrivare ai vertici regionali?

«Sono molto contento limitatamente al fatto che mi assumo una grossa responsabilità. Spero di far restare il sindacato agli altissimi livelli a cui lo ha portato il mio predecessore Roberto Campo».

In questa fase storica in cui il sindacato sembra soffrire di una certa impopolarità, cosa si può fare per invertire la rotta?

«Il nostro è sempre stato e deve rimanere il sindacato dei cittadini, cioè dalla parte della gente. Nello stesso tempo dobbiamo tener presente che ancora una volta l'Abruzzo deve affrontare emergenze, come quelle causate dalla somma del terremoto e del maltempo. Ma sarebbe un gravissimo errore mettere in secondo piano la necessità di far partire gli investimenti programmati e le politiche in grado di stimolare lo sviluppo economico e, finalmente, l'occupazione».

Il lavoro che non c'è è proprio una delle piaghe del centro Abruzzo e della sua città, Sulmona. Come intervenire?

«Innanzitutto il fatto che un sulmonese sia stato eletto per questo ruolo dà un'ulteriore spinta a quanto fatto finora, ponendo un'ulteriore attenzione alle zone più in crisi, come la nostra. Credo che per ripartire si debba consolidare quello che c'è. Solo così si potrà risalire la vetta e avere maggiore respiro».

E come?

«Limitatamente al mio ruolo di sindacalista farò il possibile per favorire la presenza della Fiat e della Magneti Marelli a Sulmona. Penso anche alla Refresco, che ha rilevato la ex Campari, e alle aziende più piccole che continuano a produrre fra mille difficoltà».

Su che cosa pensa di poter puntare per lo sviluppo della regione?

«Sull'economia verde, il turismo sostenibile e quanto di bello e produttivo si possa ricavare dal nostro patrimonio naturalistico e architettonico. Questa può essere la chiave per una svolta e una decisiva ripresa della regione e delle zone interne in particolare».

Quali le priorità da mettere in campo?

«Le politiche per le aree di crisi e quelle del lavoro, da intendersi non solo come assistenziali, ma di vera e propria ricollocazione dei lavoratori; un piano di investimenti per riequilibrare il rapporto ospedale-territorio, in modo da favorire il diritto alla salute; un piano di eliminazione delle tasse aggiuntive; la piena operatività della programmazione per produrre le prime assunzioni».

Federica Pantano