Vini d’altura ambasciatori d’Abruzzo

Innovazione e tradizione nel progetto sperimentale del Parco del Gran Sasso
ASSERGI . Si chiama “Vini d’Altura”, e prevede l’invecchiamento in alto quota nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per tutto il periodo dell’innevamento, dei migliori vini abruzzesi ottenuti da uve autoctone. A sperimentare il progetto è stata la Pendeche Srl. «Il procedimento», si legge in una nota del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, «è una preziosa eredità tramandata dai pastori delle nostre montagne, luoghi simbolo per le eccellenze naturalistiche e per il patrimonio che ne rappresentano. Il particolare processo conferisce ai vini straordinarie e irripetibili qualità: freschezza, vivace acidità, e armoniosa complessità olfattiva. Di tale progetto l’Ente Parco ha voluto fortemente la realizzazione, concedendo il proprio patrocinio e tutte le autorizzazioni necessarie, e inserendo l’ipotesi progettuale nelle proprie linee di azione, proprio perché laboratorio di sviluppo ecocompatibile». I Vini d’Altura vedranno un’intensa attività di promozione su scala internazionale: saranno presentati come “ambasciatori” delle eccellenze ambientali e paesaggistiche del Parco, del ricco patrimonio immateriale, della tradizione vitivinicola e dell’enogastronomia d’Abruzzo.
«La progettualità in questione è di assoluto significato», ha detto il presidente del parco Tommaso Navarra, «coniugando il valore del territorio e le potenzialità di sviluppo, nel pieno rispetto delle matrici ambientali che ne costituiscono ricchezza e patrimonio identitario». (c.s.)

