Vino, mobili e Itc fanno volare l’export

Secondo Intesa Sanpaolo nel 2017 le merci verso l’estero sono aumentate dell’8,7%. Battuta d’arresto per la pasta
PESCARA . Vola l’export abruzzese, e a trainare sono, il Montepulciano, i mobili, l’abbigliamento, il polo Ict dell’Aquila. Battuta d’arresto, invece, per la pasta, come rileva l’aggiornamento trimestrale dei distretti industriali realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, aggiornato al 30 aprile 2017.
Emirati Arabi, Svizzera, Cina, Stati Uniti, Giappone; sono questi i Paesi che mostrano di gradire in modo particolare il “made in Abruzzo”, e verso i quali si registra il flusso più consistente di esportazioni.
L’anno d’oro è stato il 2017, quando i prodotti abruzzesi che hanno preso il largo sono stati l’8,7% in più rispetto al 2016, per un valore di 45 milioni di euro. Dato ancora più eclatante quello del quarto trimestre, con l’asticella che è salita del 10,3%. Anche nella classifica per regioni, l’Abruzzo riporta risultati importanti, con valori tendenziali superiori a quelli di molte realtà del nord Est.
La star indiscussa è ancora il vino, e in particolare il Montepulciano, che da solo ha collezionato le performance più “frizzanti”, vendendo sui mercati esteri il 13,7% in più di prodotto, pari a 20 milioni; ottimi risultati anche per il mobilio (+10 milioni di euro, pari ad un incremento del 9,5%) e crescita sostenuta per l’abbigliamento sud-abruzzese (+24,5%) e nord-abruzzese (+9,3%). Nella classifica di Intesa Sanpaolo, il vino abruzzese è secondo soltanto ai distillati del bresciano, mentre il mobilio è in testa, addirittura prima dei manufatti d’arte del bassanese, del Livenza e Quartiere del Piave. Anche l’abbigliamento (quello del Sud Abruzzo) è in testa, precedendo il distretto di Empoli.
«Le aree distrettuali abruzzesi», spiega Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo, «hanno realizzato risultati migliori, in termini di crescita delle esportazioni, rispetto al dato medio dei distretti italiani, che hanno registrato +5,3% nel 2017 ed un +6,4% nel quarto trimestre. L’Abruzzo si colloca al primo posto dal punto di vista della crescita delle esportazioni tra le regioni distrettuali del Mezzogiorno».
Alla crescita hanno contribuito sia i cosiddetti “mercati maturi” che i nuovi. I primi (verso i quali sono partite il 72,5% delle merci) hanno registrato una crescita dell’8,5%, mentre quelli appartenenti al secondo segmento hanno fatto segnare più 9,4%. I principali sbocchi commerciali rimangono Stati Uniti, Svizzera, Germania, Francia, Canada e Regno Unito, ma in forte crescita anche Russia, Cina e Hong Kong.
Anno positivo anche per il polo Ict dell’Aquila, che ha chiuso il 2017 con un aumento delle esportazioni pari a 49 milioni di euro, corrispondenti a una variazione positiva del 5%. Principali sbocchi commerciali del distretto aquilano sono gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone, tutti in crescita. In questo senso, un contributo determinante è stato quello legato all’ingresso del colosso cinese Zte nel Tecnopolo d’Abruzzo, dove una volta era insediato il polo elettronico, e che ora sta tornando a nuova vita.
In lieve calo unicamente il distretto della pasta di Fara, le cui esportazioni sono diminuite dell’1,7% rispetto al 2016, pari a circa 2 milioni di euro.

