Visco: presto per valutare la manovra del governo

30 Settembre 2018

Il governatore della Banca d’Italia al convegno dedicato a Marcello De Cecco Relatori anche l’ex ministro Padoan e l’ex vicepresidente del Csm Legnini

LANCIANO. «Non si possono dare valutazioni adesso che sono tecniche e non politiche perché non conosciamo ancora abbastanza, «non mancheremo di farlo nelle sedi istituzionali». Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco alle “Giornate di economia Marcello De Cecco” riferendosi alle misure del governo per la manovra. Visco ha comunque ribadito quanto di recente affermato: «L'Italia ha bisogno di favorire l'investimento pubblico e privato e di contenere e ridurre il debito pubblico. Non si può non avere una traiettoria di sua riduzione».
Il governatore della Banca d’Italia ieri è intervenuto nel Palazzo degli studi di Lanciano al convegno che ha accompagnato l’assegnazione del premio intitolato a Marcello De Cecco, celebre economista abruzzese scomparso nel 2016. Visco nel suo intervento ha affrontato argomenti di carattere generale, prendendo spunto dal lavoro di Max Viskanic, il giovane ricercatore che ha ricevuto il riconoscimento intitolato a De Cecco per uno scritto che analizza il rapporto tra Brexit e immigrazione. Così, partendo dal lavoro di Viskanic, il governatore ha parlato appunto di immigrazione e di globalizzazione, lavoro e ruolo delle istituzioni nell'economia, anche richiamandosi spesso alle teorie e alle idee di De Cecco. Poi è tornato ancora sulla manovra. «Posso dire che ogni decisione o misura va valutata per i benefici, ma anche per i costi e gli effetti a medio e lungo termine». In ogni caso la ricetta generale per Visco è chiara: «Per l’Italia c’è la necessità di favorire investimenti pubblici e privati, inserirsi in una parabola di riduzione del debito, spingere per l’innovazione, avere un assetto regolamentare favorevole alle imprese che devono crescere, difendere la creazione del reddito con il lavoro». “Mani visibili” è il titolo della tre giorni di incontri e dibattiti che continua oggi, organizzata in memoria dell’economista che proprio a Lanciano era nato nel 1939.
Ieri pomeriggio, insieme al governatore della Banca d’Italia, alla consegna del premio De Cecco sono intervenuti anche l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm.
Prima di intervenire in sala, di attualità e politica, di fronte a microfoni e taccuini ha parlato Padoan, esprimendo giudizi negativi sull’esecutivo “gialloverde” che sta guidando l’Italia: «Se l’Italia ce la può fare? Certo, ma non so se con questo governo», ha tagliato corto l’ex ministro, che ha poi definito il reddito di cittadinanza «una cosa nebulosa: senza impegni di spesa i sussidi sono una perdita secca. Durerà questo governo? Non so, finora ha fatto solo danni al paese».
A concludere il convegno è stato Legnini, chiamato a intervenire si legalità e giustizia come fattori di crescita economica. «Nella sua autonomia il sistema delle regole deve e può svolgere un ruolo rilevante per l’andamento economico», ha affermato Legnini, che ha presentato un volume che raccoglie scritti di sei illustri abruzzesi del passato: i giuristi Giuseppe De Tomasis, Giuseppe Capograssi e Silvio Spaventa; gli economisti Federico Caffè e Raffaele Mattioli; il filosofo Benedetto Croce.
«Grandi italiani» li ha definiti Legnini, le cui parole sono «quelle “mani visibili” sulle quali si può fare ancora affidamento».
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