Wwf: la Regione adotti un piano sull’ambiente

7 Gennaio 2015

PESCARA. «La Regione manca di una pianificazione in ambito ambientale». Lo sostiene il Wwf presentando un bilancio delle attività del 2014. «In Abruzzo manca un piano di rifiuti aggiornato. Manca (da...

PESCARA. «La Regione manca di una pianificazione in ambito ambientale». Lo sostiene il Wwf presentando un bilancio delle attività del 2014. «In Abruzzo manca un piano di rifiuti aggiornato. Manca (da sempre) un piano estrattivo che regolamenti le cave. Manca il piano faunistico-venatorio. Deve essere aggiornato il piano energetico. C’è un piano di tutela delle acque che non affronta i problemi, ma semplicemente sposta in avanti la ricerca delle soluzioni. E si potrebbe continuare».

«La Giunta regionale, se veramente vorrà dare seguito alle promesse della campagna elettorale», sostiene il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio, «ha veramente molto da lavorare. E lo deve fare in fretta e con convinzione perché si tratta di affrontare problemi che in alcuni casi attendono di essere risolti da decenni».

La richiesta del Wwf? «È sempre la stessa», sostiene l’associazione, «pianificare attraverso la partecipazione di tutti e non dei singoli gruppi di potere interessati a questo o quell’altro settore. Avere sempre presente che si sta pianificando su risorse “finite” (l’acqua, il suolo, la fauna) che sono dei beni comuni e che come tali devono essere tutelati per questa e per le future generazioni».

«Un dato sicuramente positivo è la crescita dell’impegno degli abruzzesi in difesa del loro ambiente» commenta Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf Italia. «Sono ormai moltissime le vertenze ambientali aperte nella nostra regione. Alle associazioni ambientaliste storiche si affiancano realtà locali che nascono e si sviluppano spontaneamente. Questa è la dimostrazione che è cresciuta la coscienza ambientale in Abruzzo come nel resto del Paese. E queste importanti battaglie vanno riportate in un quadro generale. Ad esempio assistiamo a decine di azioni contro impianti di produzione energetica. Ma queste devono diventare tessere di un mosaico più ampio: dobbiamo essere in grado di farne una battaglia complessiva contro le scelte strategiche nazionali in campo energetico che insistono sulle fonti fossili. Solo così saremo veramente efficaci».