Alfano rompe col Pd: «Da mesi Renzi chiede di far cadere Gentiloni»

Il ministro degli Esteri alla direzione nazionale di Ap: sì alla soglia del 5% e sostegno al governo. Di Maio (M5s): «Scenario eversivo». Renzi: «Io ho fatto cadere il mio governo»
ROMA. La rottura tra Renzi e Alfano era nell'aria già da ieri, fluttuava tra i botta e risposta concernenti la soglia del 5% e il futuro dell'alleanza. Ma oggi sono volati davvero gli stracci, con un deputato alfaniano che ha rivelato il tentato golpe che il segretario del Pd avrebbe chiesto ad Alternativa Popolare (Ap) fin dal mese di febbraio (voce non smentita da Angiolino Alfano) e la sfida sul sistema elettorale tedesco, ora ribattezzato "Renzusconi". Ecco in sintesi quello che è accaduto oggi.
Ore 13,30, la legge elettorale alla Direzione di Ap. Inizia la Direzione Nazionale di Ap, convocata nel pieno della bagarre sulla battaglia sulla legge elettorale tedesca e e dello scontro tra Matteo Renzi e Angelino Alfano. Alla Direzione, che sarà seguita da una conferenza stampa, sono presenti tutti i «big» del partito, inclusi i ministri Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa. Alla Direzione si discuterà anche dell'aggregazione dei partiti centristi, condizione di fatto imprescindibile per provare a superare la soglia del 5%. E in questo senso, in Ap, si guarda anche a Stefano Parisi anche se una leadership del fondatore di Energie per l'Italia implicherebbe un «passo di lato» del ministro degli Esteri Angelino Alfano.
Ore 16, la conferenza stampa e la rottura con Renzi. «La domanda è semplice ma rende nervoso Renzi. Il segretario del Pd vuole fare cadere il governo Gentiloni? Noi come Ap non lo vogliamo fare cadere. La domanda è semplice, speriamo che anche la risposta sia semplice». Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare, nel corso di una conferenza stampa indetta dopo la Direzione nazionale del partito. E ha aggiunto: «Non faremo ostruzionismo sulla legge elettorale. Accettiamo la sfida e non presenteremo emendamenti per abbassare la soglia al 5%. Il passato non mi interessa, ritengo conclusa la nostra collaborazione con il Pd».
Ore 16,20 Di Maio: «Da alfaniani emerge scenario eversivo». «Uno scenario eversivo e inquietante. Questo emerge dalle parole degli esponenti alfaniani quest'oggi. È insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l'ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia. Renzi è un personaggio pericoloso».
Clicca qui per vedere le dichiarazioni di Sergio Pizzolante (Ap)
Queste le parole del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del Movimento Cinque stelle. Il quale ha continuato: «Scopriamo delle parole di un deputato del partito di Alfano (Sergio Pizzolante, ndr) che da diversi mesi Matteo Renzi chiede di far cadere il governo Gentiloni. Esiste quindi un individuo, non eletto da nessuno, che da febbraio chiede al partito di Alfano (anch'esso mai votato da nessuno) di far cadere il governo Gentiloni per avere la possibilità di scriversi la legge elettorale su misura. Questo significa sputare in faccia ai 60 milioni di cittadini italiani che sono governati dal ricatto di questi politicanti senza scrupoli che pensano solo alle poltrone» scrive poi Di Maio in un post pubblicato dal blog di Beppe Grillo. Per Di Maio «siamo davanti ad un rischio enorme per la democrazia, quel rischio si chiama Matteo Renzi. Questo è un governo basato sul ricatto, il ricatto di Renzi al suo successore a Palazzo Chigi, un ricatto inaccettabile che usa il Parlamento come il tabellone del risiko. Questi personaggi vogliono un'oligarchia, vogliono essere loro a decidere le sorti del Paese per mandarlo definitivamente sotto terra. Se l'Italia è a un passo dal baratro è colpa di questi imbarazzanti figuri: da Alfano che combina disastri in qualunque ministero si trovi, fino a Renzi che dopo aver promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta al referendum adesso gioca a fare il piccolo dittatore. E ci sono anche le schermaglie pubbliche fra i due, con Renzi che prima attacca Alfano e poi sottobanco chiede altro».
Ore 17,30: Alfano incarica Lupi di progettare una nuova aggregazione. Ap avvia «una grande operazione per riaggregare tutte le forze moderate, liberali e popolari, abbiamo messo il turbo». Lo afferma il leader di Ap Angelino Alfano al termine della Direzione del partito conclusasi con un documento votato all'unanimità. E l'incaricato a tessere la tela del nuovo progetto centrista sarà il capogruppo Ap alla Camera Maurizio Lupi. «Abbiamo un progetto di aggregazione nuova. Con che leader lo vedremo, prima vengono i contenuti», spiega l'ex ministro centrista.
Ore 17.43, Sisto (Forza Italia): «Accordo senza inciuci». «Più dell'80% del Parlamento è d'accordo con il sistema proporzionale di cui stiamo discutendo. E il fatto che partiti tanto diversi come Forza Italia, Pd e M5S si siano espressi favorevolmente su tale impianto vuol dire che si può davvero varare una legge nell'interesse del Paese». Lo ha detto a Sky Tg24 il deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto. «Questa 'intesa senza inciucì sul metodo è un importante esercizio di democrazia condivisa, che dimostra come si possa dialogare sulle regole del gioco senza per questo vedere sempre del 'marcio in Danimarcà». Quanto alle dichiarazioni di Alfano sulla legge elettorale, per Sisto «la proposta fumosa sulle preferenze per la metà è un pretesto che nasconde il tentativo di far saltare la riforma e, in particolare, la soglia di sbarramento al 5%. Evidentemente - ha concluso - temono di non raggiungerla, nonostante stiano tentando, in zona Cesarini, di dar vita ad un'aggregazione politica improvvisata e motivata non già da ragioni di comunanza ideologica ma di schietto interesse politico-elettorale».
Ore 18, la portavoce di Ap: tutto pronto per il Renzusconi. «Questo non è un modello tedesco come ci stanno raccontando, questo sistema si chiama Renzusconi. Questa legge elettorale permetterà a Renzi e Berlusconi di governare insieme, con Berlusconi nella parte di Alfano che Forza Italia ha tanto contestato. Gli italiani però si ricordino che l’alleanza Renzi-Berlusconi è durata poco e così sarà anche in futuro purtroppo per le tasche degli italiani. Stanno giocando a poker con i soldi degli italiani». Così Valentina Castaldini, portavoce nazionale di Alternativa Popolare, in una intervista a Intelligonews. E aggiunge: «Noi ci giocheremo con assoluta serenità la partita a testa alta. Abbiamo sottolineato una questione di metodo: dialogare con chi in questo momento fa parte della maggioranza. Renzi può fare tutto quello che vuole, ma la data delle elezioni non la decide lui ma Mattarella. Noi con grande correttezza e rispetto delle istituzioni abbiamo fatto riforme importanti. Alfano è stato fondamentale affinchè queste riforme venissero fatte. Chi vuole andare al voto lo dica, ricordo che Gentiloni è lì per un accordo soprattutto del Pd».
Ore 18.45, Di Battista (M5s): «Valutiamo ipotesi reato penale». «Finalmente confessano: Renzi chiede agli alfaniani di buttare giù Gentiloni e in cambio gli dà da fare la legge elettorale. Renzi è un uomo estremamente pericoloso che a colpi di ricatti ha cercato di sovvertire l'ordine democratico. Se tutto fosse confermato si tratterebbe di un vero atto eversivo e noi stiamo valutando se si possa trattare anche di un reato penale». Così il 5 Stelle Alessandro Di Battista in un video sulla sua pagina Fb. «È vero che la credibilità degli alfaniani è meno di zero ma conoscendo la smania di potere e di inciucio di Renzi è possibile che abbia portato vanti un progetto squallido come questo» afferma il deputato che commenta: «Sono soggetti altamente pericolosi e vanno mandati via». Per questo, continua, «se necessario girerò ancora di più l'Italia rispetto allo scorso anno per denunciare questi fatti: con questa gentaglia è in pericolo l'ordine democratico, ognuno si assuma la propria responsabilità» .
Ore 20, la replica di Renzi al Tg1. «A me spiace per il partito di Alfano se c'è il via libera alla legge elettorale i piccoli partiti non entreranno in parlamento, capisco il nervosismo. Far cadere Gentiloni? Io ho fatto cadere il mio governo mi sono dimesso dopo che tutti avevamo perso il referendum, ma qualche partito non conosce bene come lasciare la poltrona». Così Matteo Renzi, al Tg1, risponde all'accusa di Ap su una presunta richiesta da febbraio di far cadere il governo Gentiloni. «A me non interessa la data del voto e neanche agli italiani, ai cittadini interessa capire se vanno giù o su le tasse e per farlo bisogna andare in Ue e fare la stessa battaglia che abbiamo fatto noi. Se il Parlamento è in grado, noi saremo dalla parte di questo Parlamento perchè faccia la legge di bilancio, se non sono in grado lo dicano», ha concluso Renzi.

