Macerata, 28enne spara dall'auto contro gli immigrati: 6 feriti, due gravi

Il folle gesto a mezzogiorno lungo le strade toccate dalle indagini sulla morte di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa da un nigeriano. Catturato dai carabinieri, ha fatto il saluto romano. Alle comunali si era candidato con la Lega
MACERATA. Dalla sua Alfa Romeo 147 nera ha aperto il fuoco in diverse zone di Macerata, sparando a ogni persona di colore che incrociava, gettando nel panico la città per oltre due ore. Luca Traini, 28 anni, incensurato, residente a Macerata, è stato bloccato dai carabinieri con la pistola fumante ancora in auto. Due ore prima, poco prima di mezzogiorno, aveva aperto il fuoco con una pistola prendendo di mira gli immigrati, ferendone almeno 6, cinque uomini e una donna: due sono gravi. L’autore del folle gesto è stato fermato dalle forze dell’ordine al termine di una caccia all’uomo in piazza Vittoria, nelle vicinanze del Monumento ai caduti: aveva una bandiera tricolore al collo e ha fatto il saluto fascista prima di essere catturato. Aveva sparato anche in via dei Velini e via Spalato, zone toccate dalle indagini per il caso di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata smembrata e chiusa in due borse nelle campagne del Maceratese, per il cui omicidio è stato fermato un 29enne nigeriano. "Una vendetta contro gli assassini di Pamela", sembra significare l'assurda sparatoria nei confronti di persone di colore innocenti. Odio e razzismo hanno mosso Luca Traini, che nel 2017 era stato candidato dalla Lega Nord a Corridonia, nella tornata elettorale dell'11 giugno scorso.
Il ministro dell'Interno Marco Minniti si è complimentato con i carabinieri che hanno fermato Traini, mentre il premier Paolo Gentiloni farà alle 16, nella sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, una dichiarazione sulla sparatoria di Macerata.
Sulla sparatoria di Macerata è intervenuto anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista, il pescarese Maurizio Acerbo: «Quanto accaduto in queste ore a Macerata dimostra che siamo alla barbarie, che ormai in questo Paese c'è chi pensa di potersi fare giustizia da solo, tirando al bersaglio contro persone di colore, dopo aver fatto il saluto nazista. Siamo al far west, al razzismo più bieco sdoganato come nulla fosse. Siamo vicini ai feriti. Aspettiamo una parola di conforto anche dal razzista Salvini: temo non arriverà. Perchè non possono arrivare parole di buon senso e umanità da chi alimenta ogni giorno questa cultura dell'odio e della xenofobia. Si dirà che questo fascista è solo uno squilibrato, ma a fomentare queste persone sono quei Salvini e Meloni la cui propaganda è indistinguibile da Casa Pound e Forza Nuova», conclude Acerbo, candidato alle prossime elezioni politiche alla Camera nella lista di Potere al Popolo.

