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Crisi Energia. Un decalogo per risparmiare sui costi degli spostamenti

31 Marzo 2026

Prezzi benzina e diesel sopra i 2 euro: ecco i consigli dell'Agenzia Internazionale dell'Energia per ridurre i consumi e difendersi dai rincari dovuti alla crisi.

PESCARA

Prezzi folli, rincari senza controllo. L'impennata del costo dei carburanti e del gas che sta colpendo famiglie, imprese e trasporti, è la diretta conseguenza del conflitto in Medio Oriente, che ha stravolto il mercato petrolifero e gli equilibri internazionali. Una destabilizzazione delle forniture globali, che ha prodotto aumenti immediati e una crescente volatilità. Ma come difendersi dai rincari?

La risposta arriva dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha elaborato un decalogo di misure da adottare per aiutare governi, imprese e cittadini a ridurre la domanda di petrolio e ad attenuare l'impatto economico della crisi. Lavorare da casa quando possibile, utilizzare soluzioni di cottura moderne come l'induzione elettrica, ridurre la velocità in auto ed evitare i viaggi aerei sono alcuni dei consigli messi nero su bianco dall'Aie. Nel decalogo stilato «per alleviare la pressione dei prezzi del petrolio sui consumatori in risposta alle interruzioni delle forniture in Medio Oriente» figurano anche altre misure. Si parte dallo smart working, laddove possibile, per ridurre il consumo di petrolio dovuto agli spostamenti casa-lavoro, soprattutto quando le mansioni svolte si prestano al lavoro a distanza.

L'invito è anche a ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h in quanto viaggiare a una velocità inferiore abbassa il consumo di carburante per autovetture, furgoni e camion. Terzo punto: incentivare il trasporto pubblico. Lasciare l'auto privata per viaggiare su autobus e treni può abbassare rapidamente la domanda di petrolio. C'è, poi, la possibilità di applicare un sistema di alternanza nell'accesso delle auto alle città. I sistemi di rotazione delle targhe, infatti, possono ridurre la congestione e il consumo di maggiore carburante. Più car sharing e una guida efficiente, l'altro imperativo. Un maggior numero di occupanti delle auto e una guida ecologica possono ridurre rapidamente il consumo di carburante. Tra i consigli utili figura una guida efficiente per i veicoli commerciali: migliori pratiche di guida, manutenzione dei veicoli e ottimizzazione del carico possono, senza dubbio, ridurre il consumo di gasolio. E ancora, deviare l'uso del Gpl dai trasporti. Il passaggio dei veicoli a doppia alimentazione e di quelli convertiti dal Gpl alla benzina può preservare, secondo L'Agenzia internazionale dell'energia, il gas di petrolio liquefatto per la cottura e altre necessità essenziali a livello domestico.

È consigliato anche, in questo periodo particolare, evitare i viaggi aerei laddove esistano alternative. Ridurre i voli d'affari può alleviare rapidamente la pressione sui mercati del carburante per aerei e, dove possibile, passare ad altre soluzioni moderne per cucinare: incentivare la cottura elettrica e altre soluzioni moderne e green può ridurre la dipendenza dal Gpl. Su larga scala vengono auspicate una flessibilità petrolchimica e rapide misure di efficienza. Come dire: l'industria può contribuire a liberare il Gpl per usi essenziali, riducendo al contempo il consumo di petrolio attraverso rapidi miglioramenti operativi.

Il Codacons denuncia la corsa senza freni del carburante che si tramuta in un danno economico, per ciascun automobilista, stimato in quasi 9 euro a pieno. I dati pubblicati dal ministero delle Imprese e del made in Italy, e rilevati dal Codacons, hanno riportato, negli ultimi giorni, i prezzi medi del gasolio sopra la soglia di 2,1 euro al litro un po' in tutta Italia.

Il diesel viene venduto in media a 2,037 euro con punte registrate tra 2,051 e 2,063 euro al litro. A collocarsi sopra la soglia "psicologica" dei 2 euro è anche il gasolio venduto in autostrada, in media, a 2,094 euro al litro. Non va meglio per quanto riguarda la benzina il cui prezzo medio si attesta in Italia a 1,743 euro al litro. In autostrada il costo raggiunge 1,804 euro al litro. Nonostante l’assenza di differenze sostanziali, il decreto carburanti ha ribaltato la quota sul prezzo totale riconducibile alle accise. Il rapporto del Mase calcola che nelle rilevazioni di marzo le imposte fiscali hanno pesato il 44,6% sul prezzo medio praticato, pari a 1,779 euro al litro. Su benzina e gasolio pesano l’aumento del prezzo industriale, la componente che comprende la materia prima, la lavorazione e i costi di trasporto. 

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