L’intervista a Crepet: «Feste come gare di sfoggio, vacanze, macchinette: così non si desidera più nulla»

Lo psichiatra: «Abbiamo fatto di tutto perché i bimbi diventassero grandi in fretta. Si può lavorare solo sulla scuola, dove ci si forma, ma oggi è sotto il tiro dei genitori»
PESCARA. Propaganda, istigazione a delinquere per discriminazione razziale, detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Troppo per essere opera solo di un gruppo di ragazzini. Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e opinionista italiano, ne è convinto. Dietro c’è di più. Il caso del 17enne di Pescara con simpatie neonaziste, che progettava una strage a scuola, è lo specchio di una filosofia malata che corre veloce in rete, spesso fuori controllo.
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