L’intervista a Vladimir Luxuria: «Trans e immigrati, il diversivo delle destre»

15 Luglio 2026

L’attivista Lgbtq+ a Radio ‘Il Centro’ Super Hit: «Facile prendersela con noi, in Italia non c’è un bel clima»

PESCARA. «Usa questa spazzatura per fare un altro tipo di spazzatura, che è la spazzatura del razzismo, della transfobia». È una Vladimir Luxuria in piena quella che troviamo ai microfoni di ‘Abruzzo Mattina’ su Radio ‘Il Centro’ Super Hit. L’attivista e politica, storica nelle sue battaglie in favore della comunità Lgbtq+, interviene decisa nella polemica scoppiata attorno alle parole del vicesindaco di Montesilvano Alessandro Pompei e lancia, tra il serio e il faceto, la sua candidatura a sindaca. Pompei, nei giorni scorsi, pubblicando un video sui suoi profili social in cui denunciava le condizioni di degrado e sporco presenti nella pineta vicino al lungomare, si è lasciato andare a parole discutibili scatenando la reazione unita dell’opposizione: «Anche questa sera, come di consueto, ringraziamo i nostri amici trans, prostitute e magrebini assidui frequentatori della pineta per questo spettacolo meraviglioso che ci regalano quotidianamente e che noi cittadini per bene siamo obbligati a tollerare».

Luxuria, come commentiamo queste parole? E lei va in giro a buttare le bottiglie nei parchi?

«No, no, io non inquino. Capisco che bisogna attribuire alle trans la causa di tutti i mali, ma vi assicuro che faccio la raccolta differenziata, non sporco, mi dà molto fastidio quando vedo le persone che gettano la spazzatura per terra. Non so però le stronzate dove si buttano, nella plastica o nella carta. Parto da una premessa».

Prego.

«La pineta abruzzese io la conosco, è bellissima. Quando fa caldo entri e c’è quel fresco meraviglioso, quell’odore di aghi, quindi bisogna assolutamente proteggerla. La si deve proteggere da chi sporca, peggio ancora da chi va a fare addirittura il barbecue, rischiando di provocare degli incendi, da quegli incivili che fumano e buttano la sigaretta, rischiando davvero di mandare in cenere intere aree. Gesti incivili da condannare, ma esiste qualcosa in Italia che si chiama responsabilità personale, non etnica, non responsabilità per categorie sessuali».

Quindi un’inutile generalizzazione, sta dicendo.

«Mi sembra un modo per strumentalizzare un problema vero, quello dell’inciviltà, per sfogare tutta la transfobia, tutto il razzismo, per fomentare odio nei confronti di persone. Questo vicesindaco è andato a filmare dei rifiuti che erano lì, ma ha la palla di cristallo? Come fa a sapere chi è stato a gettare quella lattina di birra, se è stata una persona di origine magrebina o di origine italiana? Che cosa ne sa? Usa questa spazzatura per fare un altro tipo di spazzatura, che è la spazzatura del razzismo, della transfobia, di chi vuole fomentare odio non nei confronti di chi getta i rifiuti, ma di intere categorie di persone».

Lei è stata deputata durante il governo Prodi, la prima persona transgender eletta in un Parlamento di uno Stato europeo. A che punto siamo, anche tra i banchi della politica, con la normalizzazione di una scelta che è privata e che però è ancora il centro nevralgico di una certa destra, soprattutto negli attacchi e nel linguaggio?

«È molto facile prendersela con gli stranieri, con le persone trans: è diventata purtroppo un’arma di distrazione di massa, non soltanto in Italia, direi anche negli Stati Uniti con Trump, ovunque la destra fa propaganda contro gli stranieri, dove si parla di immigrazione. Negli Stati Uniti le trans sono state escluse dal lavoro, dallo sport, dall’esercito. Purtroppo anche qui in Italia c’è un brutto clima».

Cioè?

«Si tira fuori una questione che loro definiscono ideologia gender, che non esiste, perché vogliono far passare l’idea che se, ad esempio, vai in una scuola e parli di bullismo transfobo, che io conosco perché l’ho vissuto sulla mia pelle, o di bullismo omofobo, vuoi fare proselitismo, vuoi deviare degli adolescenti eterosessuali per trasformarli in gay, lesbiche, trans. L’ultimo ddl Valditara va un po’ in questa direzione, perché rende ancora più complicato parlare di corsi sessuo-affettivi. Mentre Vannacci dice che noi in Italia abbiamo già tutti i diritti, addirittura quello di poter guidare la macchina e di poter essere curati in ospedale, noi conserviamo invece altri diritti: quello di continuare a lottare per l’uguaglianza, la convivenza e il rispetto».

A proposito... ad Avezzano, qui in Abruzzo, c’è Francesca Riccitelli, una trans iscritta al partito di Vannacci...

«Ma vabbè, ognuno può essere libero anche di essere un po’ masochista alla ricerca di visibilità, per carità».

Tornando alla pineta, il vicesindaco però si aggancia a un fatto reale: c’è prostituzione (e qualcuna sarà anche trans), ma non si comprende la necessità di specificare le categorie "prostitute e trans". Ci può aiutare a capire?

«Probabilmente voleva fare una specie di edizione abruzzese delle Iene, ma gli è venuta un po’ male. Tra l’altro ho notato che lui dice "i miei amici trans": anche il fatto di parlare delle persone trans al maschile denota che tipo di visione ha delle persone, perché non vuole neanche riconoscere la nostra identità di genere. Ripeto: non esistono responsabilità sessuali ed etniche, esistono responsabilità individuali che vanno accertate; se ha le prove, vanno documentate e denunciate. Ma a che serve questo video, anche per risolvere il problema? A nulla. A che servono queste accuse? A nulla, se non a fomentare odio di tipo etnico e sessuale».

Lei ha appena compiuto 61 anni. Ha intenzione di rientrare nell’agone politico?

«Beh, forse mi candido a essere sindaca di Montesilvano».

È una notizia questa, Luxuria per la grande Pescara.

«È una battuta, è una battuta», ride, «tuttavia sarebbe bello fare un appello anche alla comunità Lgbt per dimostrare di essere persone civili. Vi dico questo: quando si organizzano i Pride, anche lì magari c’è chi si prende una bottiglia di birra, chi un pacchetto di patatine, ma noi abbiamo un servizio di pulizia, per cui alla fine dei Pride non troverai neanche una carta per terra. Lo dico non per dire che siamo migliori di altri, ma perché noi ci teniamo alla civiltà. E io reputo molto incivile chi spara delle stupidaggini, chi fa dichiarazioni senza documentarsi: quindi non abbiamo bisogno di ricevere lezioni di civiltà».

È un servizio di volontari, giusto? 

«Assolutamente. Tra l’altro volevo chiudere con un pensiero».

Dica.

«Quando si trovano preservativi e fazzoletti si dà sempre colpa alle trans e le prostitute. Ma non dovrebbero essere buttati da chi li usa? Uomini e spesso padri di famiglia?».

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