smotta l’adriatica

Petacciato. L’Italia spezzata per la frana: l’A14 resta chiusa, domani i primi treni

9 Aprile 2026

Fabio Ciciliano, il capo dipartimento della Protezione civile assicura: «Tempi relativamente brevi»

PETACCIATO

A Petacciato, un paese di 3.553 abitanti in provincia di Campobasso che si specchia nel confine con l’Abruzzo, si invoca la speranza che la frana nota dal 1916 si fermi: “Spes ultima dea est”, si dice ormai da queste parti, la speranza è l’ultima dea. In un giorno, martedì scorso, un fronte di frana lungo 4 chilometri e largo più di uno – dal belvedere del centro storico fino al mare – si è mosso di un metro e 30 centimetri spaccando l’Italia in due: chiusa l’autostrada A14 tra Vasto Sud e Poggio Imperiale; sospesa la circolazione dei treni sulla linea adriatica; le strade di provincia che hanno resistito all’ondata di maltempo dei giorni scorsi si riscoprono intasate di auto, camion e pullman, tutti bloccati per ore. È un’emergenza nazionale che però potrebbe risolversi prima del previsto, «in tempi relativamente brevi», per dirla con le parole di Fabio Ciciliano, il capo dipartimento della Protezione civile: domani i primi treni; a giorni potrebbe riaprire l’A14. Ieri, Ciciliano è tornato in Molise: ci era stato soltanto sabato scorso per sorvolare il ponte sul Trigno crollato durante la piena del fiume e guardare dall’alto l’emergenza delle strade distrutte dalle frane. Adesso, quel bilancio si è aggravato: secondo il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, ora in Molise ci sono più di 24mila frane; oltre 8.400 in Abruzzo.

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ITALIA (RI)UNITA?

La frana di Petacciato è «intermittente» e «si è spostata di un metro e trenta con il distacco di martedì. Ora ci auguriamo che resti ferma», dice Ciciliano. Proprio da questa speranza dipende il ricongiungimento dell’Italia lungo la dorsale adriatica. E oggi in questo punto in cui tutto si spezza arriva il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini della Lega: ieri Salvini ha guidato un vertice con il presidente della Regione Molise Francesco Roberti di Forza Italia, gli amministratori delegati di Autostrade per l’Italia, Anas, Ferrovie dello Stato ed Rfi e la riunione si è chiusa con «ottimismo circa la riapertura al traffico» già nei prossimi giorni dell’A14, in entrambe le direzioni, tra Vasto Sud e Poggio Imperiale e, non appena il monitoraggio della frana lo consentirà, anche della statale 16 dal km 531+800 al km 535+800 e della statale 709 dal km 0 al km 6. Salvini ha dato il via libera anche all’avvio dei lavori di Fs sulla ferrovia adriatica: l’intervento è iniziato già e dovrebbe consentire la «riattivazione graduale della circolazione» già dalle 6 di domani sulla tratta Pescara-Foggia.

RIAPERTURA GRADUALE

Ma non sarà un liberi tutti: «Il ripristino della viabilità non è un tutto o nulla», aggiunge Ciciliano, «c’è un ripristino inizialmente parziale, magari con una strada a senso unico alternato o nel caso della linea ferroviaria con la riduzione della velocità di percorrenza o del numero di convogli/ora. Questa soluzione tecnica, ancorché non ottimale, è sempre meglio che avere un asse stradale o ferroviario completamente bloccati».

POCHI CENTIMETRI

Dopo lo scossone di martedì con la terra che si è spostata, ieri la frana ha percorso qualche centimetro. A dirlo è Nicola Casagli, presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), che ieri ha sorvolato l’area con l’elicottero dei vigili del fuoco e poi ha incontrato Ciciliano, il sindaco del paese Antonio Di Pardo e il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo. «Frane di queste proporzioni come quella di Petacciato, di Niscemi che è un po’ più grande o come quella di Ancona, non si fermano. Ci si convive», spiega Casagli, lo stesso che nei giorni scorsi ha fatto un sopralluogo anche sulla collina di Silvi ferita da una frana di 250 metri. Niente a che fare con Petacciato: secondo l’esperto, quella di Petacciato è «una delle più cattive tra quelle più rilevanti d’Europa. Se la gioca con Niscemi che è 4,5 chilometri di larghezza e 1,7 di lunghezza mentre questa è un ovale 2 chilometri per 2 ed è più profonda». In base ai primi rilievi, afferma Casagli, «la frana è un pochino più profonda di come si pensava. Si può ridurre il rischio, ci si può convivere ma non risolvere. Anche avere strumentazione all’avanguardia e poi piani di Protezione civile continuamente aggiornati con il coinvolgimento dei cittadini è importante».

TUTTI IN ATTESA

A Petacciato si aspetta: «Ci sarebbe la possibilità di ripristinare la viabilità autostradale e ferroviaria anche in tempi relativamente brevi. Bisogna essere certi però», dice Ciciliano, «che la frana si sia fermata come appare essere. Ora aspettiamo l’esito finale della valutazione dei tecnici per poi prendere le migliori decisioni possibili». È lo stesso concetto espresso dal premier Giorgia Meloni, leader di FdI, in una nota: «Qualsiasi intervento volto al ripristino della viabilità e della rete ferroviaria sarà valutato solo al termine delle verifiche tecniche attualmente in corso». Questa mattina, Meloni dovrebbe riunire il Consiglio dei ministri per varare un primo stanziamento di risorse finalizzato al ripristino dell’A14, della rete ferroviaria e della statale 16.

DISAGI A CATENA

Se Petacciato è l’epicentro di un’emergenza nazionale, dal paese si allargano i disagi che si sommano ai danni del maltempo dei giorni scorsi: è una congiunzione perfetta che mette in ginocchio Abruzzo e Molise. Il ponte sul Trigno distrutto è l’emblema di due regioni che annaspano: «L’Anas sta lavorando perché in 5-7 mesi si sta cercando di rifarlo in maniera ordinaria», dice Ciciliano. L’isolamento fa paura fino in Puglia: il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Puglia Antonio Decaro, entrambi Pd, invocano un «piano di emergenza» contro il rischio di una «Puglia isolata». I disagi, però, proseguiranno nei prossimi giorni: 37 i treni coinvolti nella chiusura dei tratti ferroviari.