Referendum, il trionfo del No: è al 53,7%. Meloni: «Occasione persa. Rispettiamo il voto degli italiani». Schlein: «I giovani determinanti»

Referendum sulla riforma della Giustizia. Ecco i dati relativi a scrutinio quasi ultimato: il No si attesta a poco meno del 54%, il Sì è di poco sopra al 46%. La reazione della premier in un video. In Abruzzo l’affluenza superiore al 60%
PESCARA. Referendum sulla riforma della Giustizia: il No in vantaggio in base alle prime proiezioni reali dello spoglio e anche alla luce dei dati degli Exit poll.
La quinta proiezione Opinio Rai del 98% dello spoglio: il No al 53,73%, il Si al 46,27%
La quarta proiezione Opinio Rai del 73% dello spoglio: il No al 54,3, il Sì al 45,7%
La terza proiezione Opinio Rai del 53% dello spoglio: No a 54,45, Sì a 45,55%.
La seconda proiezione Opinio Rai era: il No al 53,9, il Sì al 46,1%, coertura del 37% dello spoglio.
Secondo la prima proiezione Opinio Rai (campione al 12% dei votanti) era: il No è avanti al 53,1%, il Sì si attesta sul 46,9%.
MELONI. La premier Giorgia Meloni in un messaggio video: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. “Resta chiaramente il rammarico», aggiunge Meloni, «per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.
SCHLEIN: La segretaria del Partito Democratico è euforica: “Abbiamo vinto una grande battaglia, abbiamo respinto una riforma dannosa e sbagliata. Determinante il voto dei giovani, siamo andati oltre le aspettative. Abbiamo dimostrato che questa destra è battibile».
CONTE. Il commento di Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle: “Ce l’abbiamo fatta, il No è un avviso di sfratto al governo”. E sul futuro del campo largo: “Adesso le primarie, ma non di apparato, ma aperte a tutti i cittadini”.
ABRUZZO. In Abruzzo, quando sono state scrutinate 826 sezioni su 1628, il risultato è. SI: 48,25%, il NO al 51,75%. La forbice quindi è meno evidente. In Abruzzo, nelle 1.628 sezioni allestite per il referendum sulla Giustizia, l'affluenza definitiva è stata del 60,51% degli aventi diritto al voto. E' quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale. All'ultimo referendum costituzionale, nel 2020, l'affluenza in Abruzzo fu del 50,78%. L'affluenza è stata del 62,68% nella provincia dell'Aquila (404 sezioni), del 60,18% in quella di Pescara (396 sezioni), del 59,64% nella provincia di Teramo (368 sezioni) e del 59,85% in quella di Chieti (460 sezioni). Nel capoluogo di regione l'affluenza ha raggiunto il 67,26% (81 sezioni); nei capoluoghi di provincia Chieti è arrivata al 61,05% (54 sezioni), Pescara al 62,74% (170 sezioni) e Teramo al 64,26% (80 sezioni).
EXIT POLL. Gli exit poll della giornata di Opinio per Rai danno in vantaggio il No al 49-53 per cento, mentre il Sì oscilla tra il 47 e il 51. Anche le altre rivelazioni danno il Sì perdente. Swg per La7 prevede un vantaggio del No con una forchetta pari a quella stimata da Opinio. Youtrend, che ha realizzato l’instant poll per SkyTg24, considera il No tra il 49,5 per cento e il 53,5 per cento. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5 per cento e 50,5 per cento.
L’affluenza continua a salire, arrivando a sfiorare già in chiusura il 60 per cento: il dato al momento è 58,50%.
Trattandosi di un Referendum costituzionale confermativo, come previsto dall'articolo 138 della Costituzione, non è previsto alcun quorum. La consultazione sarà valida a prescindere dal numero di votanti e la riforma sarà approvata o respinta sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi. Il risultato è valido qualunque sia l'affluenza.

