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Terrorismo, 17enne arrestato. Valditara: «Bisogna lavorare sull’uso dei social, questo è un tema drammatico»

30 Marzo 2026

Così il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha commentato l'arresto del ragazzo pescarese che, secondo i carabinieri del Ros, stava progettando una strage a scuola

PESCARA. Il caso del 17enne pescarese arrestato con l'accusa, tra l'altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo "è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c'è soltanto il divieto per i minori". Così il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato l'arresto del ragazzo che, secondo i carabinieri del Ros, stava progettando una strage a scuola.

"Anche questo" ragazzo "era collegato con i social e utilizzava informazioni, almeno così ho letto dalle prime notizie, per procurarsi armi, esplosivi e quant'altro - ha aggiunto a margine di un convegno sulla scuola e sulle prospettive educative -. È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico".

Sul limite all'utilizzo dei social "ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento sia molto equilibrato e cioè il divieto sino a 14 anni - ha aggiunto -. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi, in Australia è stato fissato a 16, però in linea di massima è fissato ai 14 anni. C'è da risolvere anche il problema della privacy, che è un problema serio, oggettivo, che però a mio avviso può essere superato". "È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità", ha concluso.

INDAGINI. 

Era già stato perquisito nell'ambito di un'indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite il ragazzo arrestato in Umbria per disposizione del gip dei minori dell’Aquila con l'accusa di avere progettato una strage a scuola. Entrambi i procedimenti hanno impegnato i carabinieri del Ros. Sono stati gli stessi inquirenti dell'attuale operazione a spiegare che l'indagine avviata nell'ottobre scorso è stata originata dalla precedente attività antiterrorismo (indagine "Imperium") conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quella città nell'ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell'esecuzione della misura cautelare.

In Lombardia un bresciano di 21 anni venne raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Vennero disposte dal pm 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. In particolare l'indagine si era sviluppata attraverso il monitoraggio dei profili social Telegram e TikTok del ventunenne.

Le investigazioni si erano quindi estese ad altri canali social, consentendo di identificare ulteriori 29 membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all'epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e sottoposti a indagine.