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12 maggio

Oggi, ma nel 2002, a Roma, al Foro italico, Andre Agassi, fra i più popolari e quotati tennisti al mondo, conquistava per la prima volta l'edizione numero 59 degli internazionali d'Italia, sponsorizzati dalla Banca nazionale del lavoro, iniziati il 6 maggio precedente per gli uomini, battendo in finale il tedesco Tommy Haas con il punteggio di 6-3 6-3 6-0.

Erano trascorsi 15 anni dalla prima apparizione, del 1987, di Agassi nell'appuntamento capitolino. Il fuoriclasse, di Las Vegas, classe 1970, ricordato allora, a 17 anni, per la sua potenza e rapidità, ma soprattutto per il suo look grintoso, con i capelli lunghi ossigenati e i pantaloncini di jeans indossati con disinvoltura in un contesto, quello tennistico globale, ancora piuttosto legato a certi canoni tradizionali del mostrarsi in campo. In quella prima occasione, l'edizione numero 44 degli Internazionali d'Italia, dall'11 al 17 maggio, sempre al Foro italico, Agassi aveva battuto al primo turno l’azzurro Simone Colombo, allora numero 100 nella classifica mondiale, ma poi era stato eliminato, in due set, dall’argentino Martin Jaite, specialista della terra battuta, che era il numero 17.

Gli Internazionali d'Italia sono lo storico torneo, fondato nel 1930, ritenuto il più importante appuntamento globale del settore, sia maschile che femminile, disputato del Belpaese. Insieme al Roland Garros, che segue sul calendario, e al torneo di Monte Carlo, che precede, gli Internazionali d'Italia rappresentano, per gli addetti ai lavori, il cosiddetto Slam rosso, ovvero il trittico di tornei giocati su terra rossa, in sequenza, più prestigiosi. Sul versante femminile la vittoria, nel 2002, spettava alla statunitense Serena Williams. Il rapporto con gli Internazionali d'Italia di Agassi si era incrinato nel 1989. Quando, tornato nell'Urbe (nella foto, particolare, il giovane campione a stelle e strisce donava, proprio al Foro italico, il 17 maggio 1989, la sua racchetta allo storico attaccante azzurro Gigi Riva che contraccambiava il regalo consegnando una copia di Ciao, la mascotte dei mondiali di calcio di Italia '90 in fase organizzativa), per il terzo anno di fila, nell'edizione numero 46, dal 15 al 21 maggio, aveva perso, in finale, contro l'argentino Alberto Mancini. Da quel momento era partita la rincorsa di Agassi al titolo giunto nel 2002. Nel mentre, s'era dovuto attendere, stando agli annali, il 1991, dal 13 al 19 maggio, nell'edizione numero 48, per vedere nuovamente Agassi impugnare la racchetta nello scenario degli Internazionali d'Italia. Ma si era scontrato contro il tedesco Eric Jelen, perdendo.