15 aprile

Oggi, ma nel 1974, a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, si spegneva, a 68 anni, il compositore milanese Giovanni "Gianni" D’Anzi, autore, tra l’altro, di “Oh mia bela Madunina”, nel 1935, divenuta non solo l’inno ufficioso del capoluogo lombardo, ma una vera e propria icona della storia della musica tradizionale del Belpaese. Con chiaro riferimento alla statuetta mariana posta sulla sommità del Duomo meneghino, la traccia era stata preparata, in parole e base, per Linda Pini, che per prima l'aveva proposta al pubblico, ma poi era stata incisa dal tenore Renzo Mori l’anno successivo per le prestigiose edizioni musicali Curci (nella foto, particolare, con in mano il vinile di un altro componimento “pezzo da 90” creato sempre per la stessa etichetta discografica fondata a Napoli da Francesco Curci nel 1860, ovvero “Bambina innamorata”, del 1937, per Alberto Ravagliati, nell'immagine tratta dall'archivio di Fotolibasin).
Tra i successi del maestro di origine pugliese vi era stato anche “Viale d’autunno”, brano col quale, il 21 gennaio 1953, la ferrarese “Carla Boni”, ossia Carla Gaiano, e la vicentina “Flo Sandon’s”, ovvero Mammola Sandon, avevano vinto la terza edizione del Festival di Sanremo. Tra i capolavori sfornati durante la brillante carriera vi erano, solo per menzionarne alcuni, considerati imprescindibili dagli addetti ai lavori: “Ma le gambe”, del 1938, per il Trio Lescano, formato dalle sorelle di origine ungaro-olandese native dell’Aia e trapiantate a Torino Alexandrina, Judik e Catherine Leschan. Poi “voglio vivere così”, del 1941, per il tenore di grazia Ferruccio Tagliavini che l’aveva intonata anche nell’omonimo commedia musicale per il grande schermo, del regista Mario Mattoli, del ’42.
Ancora “Ma l’amore no”, del 1942, per Carmela “Lina” Termini. E “Ti dirò”, del 1958, per “Tony Dallara”, al secolo Antonio Lardera. Con Marcello Marchesi aveva scritto il tormentone “Bellezze in bicicletta”, del 1951, per Silvana Pampanini, per il film dal medesimo titolo con Carlo Campogalliani dietro la macchina da presa. Era stato anche esperto musicale per il quotidiano di via Solferino “Corriere della Sera”. L’ultima apparizione televisiva risaliva a dieci giorni prima del decesso, al 5 aprile 1974, ed era avvenuta nella trasmissione “A tavola alle 7”, condotta da Ave Ninchi, sulla Rai, progenitrice di tutti i format culinari in formato catodico.

