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16 settembre

Oggi, ma nel 1995, a Firenze, in via Filippo Turati, nel centro storico, Nikolla Dura (nella foto, particolare della scheda segnaletica con, a sinistra, l’immagine del 1995 e, a destra, quella aggiornata al 2007), albanese nato a Durazzo, classe 1962, pugnalava all’addome e al volto e poi sgozzava il connazionale Albano Fotir Zhuka. Quest’ultimo era presumibilmente reo di voler far uscire una donna, sua protetta e della quale verosimilmente si era invaghito, dal fiorente giro della prostituzione gestito da Dura nel capoluogo fiorentino.

L’assassino riuscirà a fuggire, prima a Milano e poi fuori dall’Italia, raggiungendo la Francia dove troverà occupazione e protezione come guardia del corpo di un notabile della malavita albanese. Ma finita male anche quella esperienza, sarà costretto a tornare in Albania, dove riuscirà a far perdere le sue tracce. Entrerà a far parte della lista dei principali latitanti ricercati dalla giustizia tricolore. Verrà preso addirittura 26 anni dopo l'agguato mortale del 16 settembre 1995 e quel risultato rappresenterà, da un lato, un importante segno della perseveranza delle forze dell'ordine nazionali, dall'altro, un triste primato per un criminale cosiddetto comune.

Record negativi del genere, infatti, stando agli annali della cronaca nera italiana, erano stati legati prevalentemente a mafiosi e a terroristi. Dura verrà localizzato, sempre in Albania, il 17 maggio 2021 e arrestato, tra Kavaje, nella prefettura di Tirana, e Lushnje, situata nel dipartimento di Fier, il 17 agosto 2021. Estradato sconterà l’ergastolo nel carcere romano di Rebibbia, secondo l’ordine di carcerazione emesso il 20 agosto 1998 a Firenze.

L’operazione per assicurare Dura alla giustizia verrà resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra il nucleo operativo dei carabinieri di Pordenone specializzato in ricerche di criminali a piede libero e la polizia del Paese delle aquile, in particolare il nucleo di sicurezza criminale di Tirana. Dura, infatti, sarà ben coperto nella sua clandestinità sia dall’attenzione al non usare alcun sistema di comunicazione tecnologico affidando i suoi messaggi solo a voce a persone di estrema fiducia, che dall’omertà e dall’aiuto dei suoi connazionali. Potrà così per un lungo lasso di tempo trascorrere le sue giornate tranquillamente, insieme alla moglie e ai figli.

Si avranno notizie di lui quando verrà arrestato, una prima volta, nel 2005, dalla Polizia albanese, ma le manette ai polsi scatteranno per un altro reato, il tentato omicidio di un altro albanese, ma uscirà di prigione poco dopo. Nel 2016 verrà emesso il mandato di cattura internazionale e i carabinieri decideranno allora di braccarlo in Albania. Prima di approdare in Toscana il killer era stato in Friuli Venezia Giulia, dove aveva iniziato i suoi traffici illeciti, e così l’Arma partirà per le indagini proprio dai legami sviluppati in quel periodo.