15 marzo

Oggi, ma nel 1983, a Beirut, in Libano, veniva colpito letalmente da un proiettile di mitra alla schiena, Filippo Montesi, “marò” 3°/82 di leva del 1° reggimento “San Marco” della Marina militare, di 19 anni, nell’imboscata tesagli durante il pattugliamento notturno nel campo profughi palestinese di Burj El Barajneh. Spirerà, il 22 marzo successivo, a Roma, per complicazioni causate dalla ferita riportata. L’intervento chirurgico salvavita alla spina dorsale, per l’estrazione della pallottola, realizzato dal professor Beniamino Guidetti, primario della clinica neurochirurgica dell’università capitolina, ritenuto tra i migliori neurochirurghi al mondo, non porterà i risultati sperati. Nato a Fano, classe 1963, residente a San Costanzo di Pesaro, di mestiere falegname prima della naja, figlio unico di madre vedova, Maria Sorcinelli, di 44 anni, bidella, col padre perito nel 1970 e il fratello spirato nel 1979, aveva chiesto personalmente d'essere assegnato ai baschi verdi dei "leoni di Venezia". Di fatto sarà l’unico militare italiano caduto nell’operazione Italcon Libano 2. Dopo 40 anni di pace un soldato tricolore veniva ucciso in guerra, secondo il titolo del quotidiano milanese “Corriere della sera”, del 23 marzo di quel 1983 (nella foto, particolare), nel pezzo a firma di Gian Antonio Stella. Con Montesi, alle dipendenze del capitano di fregata Pier Luigi Sambo, erano stati feriti anche i fucilieri di Marina Luigi Fiorella e Salvatore Conciatori. Alla cerimonia funebre, il 23 marzo, a Fano, presenzierà anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini. La seconda fase della missione Italcon era un'operazione di peacekeeping multinazionale, ma non sotto l’egida delle Nazioni unite, a causa dell'opposizione russa, con la partecipazione delle truppe di Stati uniti d’America, Francia e Regno unito. In atto dal 20 settembre 1982 al 6 marzo 1984 era sotto il comando del generale di brigata Franco Angioni. Quest'ultimo, paracadutista proveniente dal 9° reggimento d’assalto “Col Moschin”, futuro deputato dell’Ulivo dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006, era a capo dell’ufficio operazioni del 3° reparto dello Stato maggiore dell'Esercito italiano.
