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25 MARZO

Oggi, ma nel 1957, a Camporeale, in provincia di Palermo, in via Marco Minghetti, cinque sicari a cavallo, armati di mitra, presumibilmente agli ordini del boss mafioso locale Vanni Sacco, uccidevano Pasquale Almerico, di 42 anni, di Camporeale, segretario della sezione della Democrazia cristiana del posto.

Nello scontro a fuoco, nel corso del quale venivano sparati cento colpi, trovava la morte anche il passante Antonio Pollari. Veniva ferito anche il fratello di Pasquale Almerico, Liborio. Almerico era stato a vedere il servizio televisivo della storica firma dei Trattati di Roma che davano vita alla Comunità economica europea. Il dirigente Dc di Camporeale aveva osato negare la tessera scudocrociata al potente e vendicativo capo mandamento, che aveva già militato nel Partito liberale, che ne aveva fatto richiesta insieme ad altri 300 uomini d’onore “campurrialisi” posti sotto il proprio protettorato.

Don Sacco aveva intenzione di sfruttare la propria influenza malavitosa per stringere affari anche con i politici della Balena bianca cittadina. Almerico era stato anche sindaco di Camporeale, dal 25 maggio 1952 fino allo stesso giorno di marzo 1955, quando era stato costretto a dimettersi, sempre per pressioni operate da parte della criminalità della zona. Precedentemente al ruolo da primo cittadino era stato maestro elementare, sempre nella scuola del suo abitato d’origine. Prima della sua eliminazione Almerico aveva subito minacce e aveva avvisato i vertici della Dc siciliana mettendoli al corrente anche del rischio d’infiltrazione criminale.

Per risposta aveva ricevuto un dietro front da Antonino “Nino” Gullotti, a capo della segreteria regionale, che sarà eletto parlamentare e poi diverrà ministro. Gullotti era spalleggiato dal palermitano Giovanni Gioia, che entrerà in carica come onorevole il 12 giugno 1958, proprio con Gullotti, anche lui futuro ministro. Gullotti e Gioia avevano invitato Almerico a lasciare la carica ricoperta. In estrema sintesi Almerico era stato lasciato solo, nonostante il rischio di morte imminente, dal suo partito.

Questa vicenda avrà notevole risalto all’interno della Democrazia cristiana nazionale, con Amintore Fanfani a capo della segretaria, e i giornali daranno ampio spazio al caso politico finito nel sangue. Dopo l’omicidio di Almerico, Sacco verrà arrestato, ma poi assolto per insufficienza di prove. Verrà accolto con gli onori del caso nella compagine democristiana di Camporeale. L’assemblea regionale dell’isola, presieduta da Vincenzo Leanza di Forza Italia, riabiliterà la memoria di Almerico, in occasione dell’anniversario della dipartita, nel 2001, annoverandolo tra i caduti siciliani per il mantenimento della democrazia. Il 25 marzo 2019, l'ex via dell'Usignolo del capoluogo siciliano, nel quartiere Bonagia, verrà intitolata alla memoria di Almerico (nella foto, particolare, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando davanti alla targa della nuova segnaletica stradale).