28 giugno

Oggi, ma nel 1916, a Berlino, in seguito al fallimento dello sciopero internazionale indetto contro la grande guerra, veniva arrestata Rosa Luxemburg, di 45 anni, rivoluzionaria polacca naturalizzata tedesca, col sodale di battaglie socialiste Karl Liebknecht, e condannata a due anni di reclusione. Fondatrice nel 1914, sempre con Liebknecht, della Lega di Spartaco, organizzazione socialista rivoluzionaria d’ispirazione marxista che alla morte della Luxemburg, che avverrà il 15 gennaio 1919, sempre nella capitale tedesca, confluirà nel Partito comunista di Germania. Verrà assassinata, sempre insieme a Liebknecht, dai componenti dei Freikorps, i gruppi paramilitari, guidati dal capitano Waldemar Pabst, al servizio del capo del governo socialdemocratico Friedrich Ebert.
Il cadavere, gettato nel canale di Landwehr, verrà recuperato solo il 31 maggio di quel 1919. Anche nel Belpaese l’omicidio desterà enorme clamore, non solo tra gli appartenenti alla stessa corrente di pensiero politico della vittima. La soppressione della Luxemburg dividerà nettamente il movimento operaio tricolore. L'ala massimalista del partito col simbolo del garofano rosso e i neonati gruppi comunisti esalteranno la Luxemburg considerandola martire della rivoluzione. I socialisti riformisti, invece, prenderanno le distanze dal suo radicalismo, posto in essere in maniera esponenziale negli anni, giudicando fallimentare soprattutto l'estremismo di rango spartachista. Il processo per l’assassinio, che comincerà l’8 maggio 1919 sempre a Berlino, sarà una farsa.
Il tenente Kurt Vogel, considerato reo di aver scaricato il corpo senza vita nel corso d’acqua, verrà condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Il già menzionato Pabst e l’ufficiale che materialmente sparò alla donna alla testa, ovvero Hermann Souchon, non verranno puniti. Tutta la vicenda verrà sviscerata da Stefania De Nardis nel volume intitolato “Rosa Luxemburg. Un fiore nel fango della rivoluzione”, che sarà pubblicato dall’editore milanese Mondadori, nella collana “I grandi delitti della storia”, nel 2026.
