Agguato ai tifosi del Pescara, arriva lo stop per tre ultrà del Lecce

Quattro anni di reclusione ciascuno, l’episodio risale al 2019. Ecco chi sono i supporter giallorossi raggiunti dal provvedimento
PESCARA. Quattro anni di reclusione ciascuno per l’assalto ai tifosi del Pescara avvenuto il 31 marzo del 2019 prima della partita Lecce-Pescara, lungo la superstrada che da Brindisi porta a Lecce. Un vero e proprio agguato, poco prima dell’arrivo a Lecce, quando i tifosi pescaresi, in viaggio su un pullman e alcuni pulmini per assistere alla partita allo stadio di via del Mare, subirono l’assalto dei supporter giallorossi, piombati sulla strada statale 613, facendo scoppiare una sorta di guerriglia.
Un’auto e un pullman furono colpiti con fumogeni, sassi e bastoni, e in cinque rimasero feriti. Tra loro anche l’autista del pullman. In tre sono finiti nei guai: si tratta di Gabriele De Masi, leccese di 31 anni, Simone Fina, 33 anni di Melendugno, e Fabrizio Antonio D’Autilia, 34enne di Cursi. Oltre alla condanna a quattro anni di reclusione, per gli imputati è stato disposto il divieto di accesso agli impianti sportivi per otto anni e l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il Daspo, valido per tutte le manifestazioni calcistiche in Italia e all'estero, riguarda incontri di qualsiasi categoria, dai campionati dilettantistici alle competizioni professionistiche. Per lo stesso periodo, il tribunale ha inoltre vietato agli imputati di accedere, dalle tre ore precedenti fino alle tre ore successive a ogni partita, allo stadio in cui il Lecce disputa gare casalinghe o in trasferta, nonché alle aree limitrofe all'impianto.
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