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31 luglio

Oggi, ma nel 1981, a Nuoro, in località curva di Borbore, sul Monte Ortobene, lungo la strada provinciale 42, durante il pattugliamento notturno, veniva assalita, a colpi di mitra inglese Sterling, l'Alfetta Alfa Romeo blu dei carabinieri (nella foto, particolare, con visibili i fori lasciati dai proiettili) da malviventi nascosti dietro il muretto della curva a gomito collocata in prossimità della chiesetta della Solitudine.

L'appuntato Santo Lanzafame, di Catania, classe 1946, nell'Arma dal 1965, in forza al nucleo radiomobile nuorese dal 1979, padre di 5 figli, morirà il 6 agosto successivo nell'ospedale di Cagliari: a causa delle ferite d'arma da fuoco riportate nella sparatoria, particolarmente quella alla testa. Con lui in auto, durante l'attacco terroristico compiuto da Barbagia rossa -ramificazione sarda di estrema sinistra attiva dal 1978 al 1982 associata operativamente alle Brigate rosse, in lotta contro lo Stato e i suoi rappresentanti in divisa e non- c'era di ronda il carabiniere Baingio Gaspa, di Sassari. Quest’ultimo riusciva però a rimanere illeso. La paternità dell'attentato verrà rivendicata, il giorno successivo, attraverso una telefonata anonima alla redazione locale dell'agenzia giornalistica Ansa. E, il 4 agosto, verrà recapitato anche un comunicato alla redazione nuorese del quotidiano L'Unione sarda.

Barbagia rossa aveva già fatto fuori, il 9 giugno di quel 1981, ad Orune, Nicolino Zidda, operatore carcerario della colonia penale agricola di Mamone di Nuoro, ucciso per errore al posto di un militare della Benemerita che gli era vicino. Per l'omicidio Lanzafame, il 25 gennaio 1985, in secondo grado, verranno condannati all’ergastolo Antonio Contena, di Ozieri, e Pietro Coccone, di Orune, che avevano 28 e 27 anni al compimento del delitto, confermando la sentenza di primo grado del 2 agosto 1983. E di fatto, con quel processo d’appello, verrà smantellata l’attività criminale di Barbagia rossa. Contena e Coccone erano stati arrestati, insieme ad altre 40 persone, grazie alle confessioni dei pentiti Antonio Savasta ed Emilia Libera. L’arma del delitto proveniva dall’arsenale dell’organizzazione eversiva situato a Monte Pizzinnu, nel territorio di Loculi di Nuoro, che verrà scoperto dalle forze dell’ordine il 23 febbraio 1982. Il 20 aprile 1983 Lanzafame verrà insignito della medaglia di bronzo al valor civile alla memoria. E, il 29 marzo 2010, gli verrà riconosciuto anche lo status di vittima del terrorismo.