31 ottobre

Oggi, ma nel 1970, in tutta Italia, la Società italiana per l’esercizio telefonico, passava alla teleselezione “integrale”, cioè estesa su scala nazionale. Ovvero la novità era che ogni utente telefonico del Belpaese avesse la possibilità di comporre il numero di un altro connazionale solo anteponendo il prefisso, senza l'intervento del centralinista.
Di fatto sparivano le telefoniste. In precedenza, infatti, l’operatore, che il più delle volte era una donna, almeno fino alle 22 quando alle signorine dal grembiule celeste e colletto bianco subentravano i “notturnisti”, si raggiungeva chiamando il 14, per avere la linea nazionale, o il 15, per essere agganciati a quella con l’estero. Di fatto la Sip (nella foto, particolare dell’insegna esposta fuori da un bar romano che specificava agli avventori la possibilità, all’interno, di usufruire dell'apparecchio telefonico aggiornato al sistema di teleselezione, nell’immagine scattata, nel 2015, da Sergio D’Afflitto) tentava, con uno sforzo di adeguamento tecnologico rispetto ai parametri europei, di livellare il divario tra i residenti nelle grandi città e gli abitanti dei piccoli centri. Favorendo questioni di famiglia, di cuore e d'affari.
"La teleselezione è stata, in questi giorni, completata ed estesa a tutto il Paese e a tutti gli utenti, assolvendosi così agli impegni assunti con la convenzione stipulata il 27 febbraio 1968 con il Ministero delle Poste e dei telegrafi", aveva scritto il giorno precedente, il 30 ottobre di quel 1970, da Torino, Giovanni Someda, dal 1961 presidente della Sip, nella lettera indirizzata a Carlo Cerutti, dal 1968 amministratore delegato e direttore generale della Società finanziaria telefonica, la Stet fondata, il 21 ottobre 1933 dall’Istituto di ricostruzione industriale, che nel 1997 confluirà in Telecom Italia. Questo stando alla missiva conservata nell’archivio storico Tim del capoluogo piemontese.
Il programma per estendere a tutto lo Stivale la teleselezione aveva ripreso slancio dopo il 1964, quando il sistema telefonico tricolore era stato unificato con la fusione delle cinque società concessionarie macro-regionali private esistenti, ossia: Stipel, per Piemonte e Lombardia; Telve, per le tre Venezie; Timo, per Emilia, Marche, Umbria e Abruzzo; Teti, per Liguria, Toscana, Lazio e Sardegna; Set, per il Mezzogiorno. Realtà che erano state incorporate nella Sip, fondata, sempre dall’Iri, sotto la Mole Antonelliana, proprio nel 1964. Il 31 ottobre 1970, L’Italia era, stata la terza nazione europea, dopo Olanda e Germania ovest, a centrare il risultato della teleselezione integrale.

