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9 APRILE

Oggi, ma nel 1905, a Milano, al campo sportivo di via Comasina, con il pareggio 2-2 tra l’Unione sportiva milanese e il Genoa, nella partita di ritorno della terza giornata di campionato di prima categoria, la massima divisione nazionale, la Juventus di Torino vinceva il primo titolo tricolore di calcio della sua storia, dalla fondazione, avvenuta l’1 novembre 1897, su iniziativa dei fratelli Eugenio ed Enrico Canfari, con Luigi Forlano. Diverrà il club più titolato d’Italia con 36 scudetti in bacheca fino alla stagione agonistica 2019-2020.

Dopo un torneo che aveva previsto 12 incontri, organizzati con 3 eliminatorie regionali - piemontese, lombarda e ligure - più un girone finale, vice campione d’Italia si classificava la compagine genovese. Al terzo posto, invece, si piazzava la formazione del capoluogo lombardo. Le squadre partecipanti erano complessivamente 6. Oltre alle già menzionate vi erano anche la Torinese, l’Andrea Doria e il Milan. L’avanzata del club zebrato era stata favorita dall’abbandono, per motivi d’opportunità, dell’altra società del capoluogo piemontese che il 19 e il 26 febbraio precedenti, in andata e in ritorno, aveva rinunciato allo scontro diretto con gli juventini lasciando loro il 2-0 a tavolino in entrambi i casi.

Quella destinata a diventare la serie A era stata inaugurata l’8 maggio 1898 e aveva fatto registrare, come migliore squadra, il Genoa nel 1898, nel 1899, nel 1900, nel 1902, nel 1903, nel 1904; il Milan nel 1901. L’11 bianconero vittorioso, presieduto dall’elvetico Alfred Dick, industriale tessile, era composto da: Domenico Durante, portiere; Gioacchino Armano, terzino destro; Oreste Mazzia, terzino sinistro; Giovanni Goccione, centro-mediano nonché capitano; lo scozzese Jack Diment, mediano sinistro; lo svizzero Paul Walty, mediano destro; Alberto Barberis, ala destra; Domenico Donna, ala sinistra nonché allenatore; Carlo Varetti, mezzala destra; l’inglese James Squair, mezzala sinistra; il già citato Forlano, attaccante. Non erano professionisti, ma 5 studenti universitari di giurisprudenza e di ingegneria, 4 impiegati, un pittore edile e un geometra.

Sempre il 9 aprile di quel 1905, con le riserve, la Juventus B, nella città sabauda, al Velodromo Umberto I, vincendo 2-0 a tavolino, per forfait, contro i genovesi, faceva suo anche il trofeo della Seconda categoria. I giovani della Juve, per lo più classe 1885, erano: Francesco Longo; Giuseppe Servetto; Lorenzo Barberis; Fernando Nizza; Ettore Corbelli; Alessandro Ajmone Marsan; Ugo Mario; Frédéric Dick, figlio del presidente del club; Giuseppe Hess, Marcello Bertinetti; Riccardo Ajmone Marsan.