Today 6 giugno

6 Giugno 2026

Oggi, ma nel 1968, a Cornaredo, in quel di Milano, alla cascina Croce, nell’abitazione del portiere della ditta di carburanti Ircom, Maria Basileo, di 33 anni, casalinga, uccideva a colpi di mannaia da cucina il marito, Valentino Ricciutelli, di 40, custode appunto, per raptus d’ira, presumibilmente scatenato dalla reciproca gelosia. L’omicidio veniva messo a segno nel giorno del compleanno dell’assassina (nella foto, particolare, dal quotidiano torinese “Stampa sera”, del 7 giugno 1968) e davanti agli occhi dei tre figli: Daniela di 5, Franca di 4 e Antonio di 11 mesi. Verosimilmente, dopo l’ennesimo litigio, Valentino Ricciutelli avrebbe accusato lei d’essere fedifraga e l’avrebbe minacciata con la roncola qualora non le avesse rivelato il nome e il cognome dell’amante. Era proprio Daniela ad avvisare la vicina, Ada Chiesa, di 53 anni, dell’omicidio del padre da parte della madre. Verrà sottoposta a perizia psichiatrica quindi la Basileo sosterrà la tesi della legittima difesa. Sarà però smentita, in corte d’assise, dalla lucida testimonianza della primogenita Daniela, già menzionata. L’iter processuale desterà enorme clamore mediatico, non solo nel circondario, ancor più del delitto. Il 15 giugno 1971, in primo grado, nel capoluogo lombardo, la Basileo verrà condannata a 7 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio volontario. Poi sui quotidiani nazionali si perderà ogni traccia della vicenda. Tutto il fatto di sangue verrà rievocato nel volume di Alessandro Riva e Lorenzo Viganò che sarà intitolato “365 omicidi. Uno al giorno”, che sarà pubblicato dalla casa editrice meneghina Baldini & Castoldi, nel 1998.