«È inaccettabile vicino a una scuola e in pieno centro»

1 Aprile 2015

CHIETI. «La struttura dell’Istituto San Giovanni Battista non è idonea per ospitare immigrati. Si trova ad una manciata di metri da una scuola e nel cuore della città». Il sindaco Umberto Di Primio...

CHIETI. «La struttura dell’Istituto San Giovanni Battista non è idonea per ospitare immigrati. Si trova ad una manciata di metri da una scuola e nel cuore della città». Il sindaco Umberto Di Primio ribadisce la propria contrarietà, così come già fatto con toni perentori il deputato Fabrizio Di Stefano e dal consigliere regionale Mauro Febbo, all’ipotesi, avanzata dal Cda retto dal commissario straordinario Angelo Rigano, che l’ex Ipab possa accogliere immigrati. Un concetto espresso con forza durante l’assemblea sindacale del Diccap- Confsal andata in scena ieri mattina nei locali degli Istituti riuniti. Dove i 74 dipendenti restano in stato d’agitazione proclamato dalle sigle sindacali confederali a metà marzo a causa dell’incertezza sul futuro della struttura che si affaccia su piazza Garibaldi e degli annosi ritardi con cui vengono corrisposte le mensilità. Gli stipendi del mese di marzo, ad esempio, dovrebbero essere erogati solo stamattina, con 5 giorni di ritardo rispetto al previsto. Le preoccupazioni dei lavoratori, poi, sono rivolte alle prossime mosse del cda dell’ex Ipab. Che ha aperto alla possibilità, redditizia, di ospitare 30 immigrati. «Un qualcosa», spiega Di Primio, «che metterebbe a rischio anche il futuro prossimo dei dipendenti con molti lavoratori che, inevitabilmente, verrebbero mandati a casa».

Ma i timori del primo cittadino sono soprattutto di natura sociale per il tessuto cittadino. «L’edificio degli Istituti riuniti non è idoneo per accogliere immigrati. Non è una questione di scarsa sensibilità verso persone in difficoltà ma è un dato oggettivo. L’ex Ipab», dice Di Primio, «è attaccato alle scuole di Porta Sant’Anna e si trova nel cuore di uno snodo commerciale urbano di grande importanza per la parte alta della città». Poi la frecciata al commissario straordinario. «Non è possibile avere un approccio meramente ragionieristico delle annose problematiche sofferte dagli Istituti riuniti. Serve, ad esempio, che la Asl», afferma il sindaco, «accorci i tempi dei pagamenti mensili per i preziosi servizi assistenziali resi alla collettività». Sulla stessa lunghezza d’onda il Diccap-Confsal. «Siamo pronti alle barricate», avverte Smeraldo Ricciuti, «nel caso in cui venisse stravolto il ruolo degli Istituti riuniti». (j.o.)